Ferrari da Modena alla maratona sulla Grande Muraglia in Cina: «Non ricordavo tanti gradini»
Il runner ne ha percorsi 5.164 in poco più di sei ore: «Ora voglio leggere un buon libro in spiaggia»
MODENA. Sono i classici 42 chilometri e 195 metri, ma non è la classica maratona: con un dislivello di 1.200 metri e un percorso in parte a scalini è «una follia».
Parola di Andrea Ferrari, il runner modenese che in Cina ha appena concluso la massacrante Maratona della Grande Muraglia, con partenza e arrivo a Huangyaguan, nella provincia di Tianjin. Nella classifica è sesto di categoria in 6 ore, 15 minuti e 30 secondi, ritmo al chilometro di 8,54. Una maratona lentissima, se paragonata a quelle che in passato ha corso lo stesso Ferrari, ma viste le caratteristiche del percorso – di fatto un trail durissimo - l’importante non era certo il tempo finale, ma arrivare alla fine.
«E infatti quando ho tagliato il traguardo, il primo pensiero è stato “adesso basta fare queste pazzie”».
Sì, perché Andrea Ferrari in fatto di pazzie non è un principiante: ha corso la “100 chilometri del Sahara”, un’altra sfida fuori dai canoni dell’atletica, sia per la distanza da percorrere “no stop”, sia per l’ambiente dal grande fascino, ma certamente non amichevole: terzo assoluto.
Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate sul percorso della Grande Muraglia?
«Mi sembrava di andare sempre in salita... Nella seconda parte del tracciato, facendo al contrario quello dell’andata, mi sono quasi sorpreso: non ricordavo tanti gradini e così alti».
La “Great Wall Marathon” proprio su quei gradini ha costruito la sua fama di maratona tra le più impegnative al mondo: sono esattamente 5.164 e di altezza irregolare, che costringe i concorrenti a continui cambi di ritmo. In alcuni tratti a causa della pendenza i concorrenti devono appoggiarsi ai corrimano e “scalare” anziché correre.
Deserto e Grande Muraglia: quali sono le differenze, per un runner, tra le due competizioni “estreme”?
«Nel deserto sono stati 100 chilometri e la testa ha fatto una grandissima differenza. Lì vai praticamente in uno stato di trans e corri estraniandoti da tutto. In Cina è praticamente un trail perché oltre ai chilometri sulla muraglia, la parte esterna è quasi tutta su sentieri sterrati che attraversano villaggi di campagna».
Dopo l’esperienza in Cina, nell’agenda del runner quali sono gli altri appuntamenti?
«Andare al mare e leggere un buon libro in spiaggia: dopo la Muraglia è questo il programma».
Ma è difficile credere che non ci siamo altre gare e altre fatiche nell’agenda di Andrea Ferrari, uno che, nel suo palmares - l’elenco è incompleto - ha molte delle competizioni più impegnative per chi pratica le lunghe distanze: oltre al leggendario Passatore, la Tuscany Crossing, l’Eroica Running, la Pistoia-Abetone, la Chianti Ultra Trail e la Maratona dello Stelvio coi suoi 3.000 metri di dislivello.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
