Il Sassuolo cede al Lecce al 96’, l’ex Di Francesco vede la salvezza
Match rocambolesco: due legni per i neroverdi, all’ultimo assalto i salentini fanno il colpo
REGGIO EMILIA. Il Sassuolo per il nono posto (la vittoria del Bologna sull'Atalanta rende matematicamente impossibile l'ottavo), il Lecce per la salvezza. Alla fine ad avere la meglio sono i salentini grazie a un gol di Stulic al 96’.
Prima erano andati a segno l’ex Cheddira, due volte per i salentini, Laurienté e Pinamonti per i nroverdi. Il Lecce dell’ex Di Francesco intasca in extremis tre punti pesantissimi in ottica salvezza, al Sassuolo resta il rammarico per i due legni e le occasioni sprecate.
Botta e risposta
Grosso cambia solo quello che è costretto a cambiare, per il resto schiera le sue armi migliori. In porta, visto il trambusto mediatico della settimana, non c'è Muric ma Turati. Al centro della difesa gli unici due a disposizione, ovvero Muharemovic (in versione biondo platino) e Pedro Felipe, sulle fasce Coulibaly e Garcia. A centrocampo confermatissimi Thorstvedt, Matic e Konè. Davanti, insieme a Berardi e Laurientè, il prescelto è Nzola. La curva del Lecce è piena come se si giocasse al “Via Del Mare2, quella neroverde apre il match con lo striscione “Grazie Ragazzi”, per l'ultima partita in casa di una stagione sopra le aspettative. Il match si accende rapidamente, il Sassuolo ha due chance, Konè spara in curva la prima, poi Falcone dice no al tiro al volo di Berardi. Il fronte si ribalta rapidamente, al 14' Coulibaly scansa con la forza Garcia e riesce a servire Cheddira che insacca alle spalle di Turati. Dopo la revisione del Var, la rete viene convalidata. Al 20' il Sassuolo pareggia: Berardi si porta sul fondo, palla per Pedro Felipe che serve l'assist perfetto per il destro micidiale di Laurientè. Passano pochi secondi e, sugli sviluppi di una punizione, il francese sfiora la doppietta, a negargliela è Falcone con la punta delle dita. La gara non smette di stupire: al 25' Banda crossa da sinistra al centro dell'area, la girata di testa di Cheddira termina in rete. Due minuti dopo il gol di Thorstvedt viene annullato per offside di Berardi, l'assist era suo, e alla mezzora, mentre Turati fa un miracolo su Cheddira, la curva di casa canta “Di Francesco uno di noi” e srotola lo striscione “Di Francesco, Sassuolo non dimentica”. Da lì in poi, i neroverdi schiacciano gli ospiti nella loro metà campo ma non pungono: si va a riposo sul 2-1.
Gelo finale
Ad inizio ripresa Nzola si rende protagonista, ma non in positivo, al 55' spedisce in curva una clamorosa palla gol, cinque minuti dopo colpisce il palo. Nel mezzo Turati dice no a Banda. Grosso prova a mettere forze fresche, entrano prima Lipani e Pinamonti e poi Bakola e Volpato. La gara è spezzettata, il Lecce non ha fretta e ha un solo obiettivo, abbassare i ritmi. All'81' però Thorstvedt fa tremare la traversa e un minuto dopo Pinamonti pareggia con un colpo di tacco che beffa difesa e portiere. Nei minuti finali c'è spazio per l'esordio di Christian Frangella, centrocampista della Primavera. Ma è nel recupero - minuto 96 - che succede di tutto: prima Volpato si divora il 3-2, poi Stulic regala vittoria ai suoi, in campo si scatena una rissa incomprensibile e il Mapei Stadium si trasforma in una bolgia infernale. La Penna fischia, il Lecce festeggia, il Sassuolo decisamente meno. Il prossimo weekend i neroverdi saranno ospiti del Parma.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

