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Tosi: «Il Modena vuole crescere, questo spiega l’esonero di Sottil»

di Claudio Romiti
Tosi: «Il Modena vuole crescere, questo spiega l’esonero di Sottil»

L’ex ds canarino: «La società poteva anche accontentarsi, ma col cambio dell’allenatore ha inteso lanciare a tutti un messaggio molto positivo»

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MODENA.  Il ruolo di pensionato, ma nello stesso tempo di osservatore attentissimo del calcio, tutto ma forse con predilezione per la Serie B, confessa che cominciava a piacergli. Secondo radio mercato però Doriano Tosi potrebbe tornare in attività con la Reggiana, appena retrocessa in Serie C: «Vedere la partite, le tante che vedo ogni settimana, senza stress è cosa che sto apprezzando molto, ma se Romano Amadei avesse bisogno di una mano, come potrei rifiutare?», commenta l’ex direttore del Modena, oltre che di altri club, tra cui quello granata.

Con lui abbiamo fatto una chiacchierata a tutto campo sul campionato cadetto e soprattutto sul Modena. Tosi, partiamo dall’esonero di Sottil.

Una sorpresa?

«Devo dire che me l’aspettavo. Una decisione che secondo me si presta a una lettura precisa: il Modena vuole crescere. Visto il campionato fatto e i gli obiettivi raggiunti, la società poteva anche accontentarsi, ma ha voluto lanciare a tutti un messaggio molto positivo. Il cambio è l’imprimatur a questa volontà. Ora deve centrare la scelta del nuovo allenatore, quelli vincenti non sono molti».

A Modena, nonostante appunto gli obiettivi centrati, c’è delusione. Secondo lei è giustificata?

«Durante la stagione, a chi mi chiedeva pareri personali ho sempre risposto che secondo me come organico il Modena era la quarta forza del campionato, subito dietro Venezia, Monza e Palermo. E davanti anche al Frosinone, che invece è stato bravissimo a intrufolarsi e prendersi uno dei due posti diretti per la Serie A. Arrivare quarti avrebbe permesso ai gialli di evitare il turno preliminare, che invece è stato fatale».

Lei era al Braglia per il match con la Juve Stabia. Da grande conoscitore dell’ambiente, che atmosfera le sembra di avere colto alla fine?

«Non c’era disperazione, no, non l’ho vista, piuttosto un atteggiamento di accettazione amara del risultato. Anche io sono uscito molto amareggiato. D’altronde, questa era la classica partita trabocchetto, per il vantaggio in classifica, per i due risultati su tre, per il fattore campo. Non è la prima volta che il turno preliminare diventa una trappola, a volte anche la semifinale, vedi cosa è successo al Palermo col Catanzaro. E’ vero che il Modena poteva pareggiare, anche vincere, ma è bastato un episodio sfortunato a condannarlo. Il finale di partita poteva essere gestito meglio, facendo possesso palla, cercando di non portarsi gli avversari in casa, di non concedergli corner pericolosi».

Gli attaccanti hanno segnato poco su azione. E’ stata la carenza principale quest’anno?

«Il Modena aveva una batteria di attaccanti che molte squadre vorrebbero, alcune ne avevano uno solo, vedi la Carrarese con Abiuso. Poi, non sono in grado di sapere perchè hanno fatto pochi gol. Comunque può andare male anche se hai un punta che segna tanto, vedi il Pescara retrocesso nonostante i tanti gol di Di Nardo».

Dal mercato di gennaio ne sono arrivati due al Modena, ma non hanno fatto la differenza.

«A gennaio bisognerebbe essere sempre nella condizione di non avere bisogno di fare ingaggi».

A parte Venezia, Monza e Palermo, ed era prevedibile, sono finite davanti ai gialli anche Frosinone e Catanzaro. Come mai?

«Quello del Frosinone è stato un vero capolavoro, grande merito del quale va ad Alvini, un eccezionale motivatore. Le altre hanno grandi individualità, ma il Frosinone, che ha pure esso giocatori forti, ha fatto una corsa spaventosa. Il Catanzaro era partito male, Aquilani era già sulla graticola, ma la società ha tenuto duro e alla fine ha conquistato la finale playoff. Ha concesso tempo a un allenatore che punta al dominio del gioco per valorizzare le individualità che ha».

Per le retrocesse verdetti non sorprendenti?

«Lo Spezia ha problemi societari che vengono da lontano, il Pescara nel finale ha fallito gli scontri diretti con Sampdoria, Padova e Spezia. La Reggiana invece aveva almeno cinque o sei squadre inferiori e ha pagato un’annata negativa».

Il Modena si consola col lancio di alcuni giovani poco conosciuti.

«Massolin mi piace molto. Sentivo dire che a volta rallenta il gioco, ma è il suo modo per trovare l’apertura della… scatoletta degli avversari. Lo vedo come forte mezzala offensiva. Davvero forte anche Tonoli, difensore moderno, braccetto ideale, grande incursore».

Cosa ne pensa del 3-5-2 usato da Sottil?

«E’ un modulo che aiuta a contrapporsi agli avversari, ti dà maggiore copertura, mentre con la difesa a quattro rischi di più, ma puoi essere maggiormente propositivo».

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