Inarrestabile Manfredini: in Nazionale è subito Mvp
La centrale ex Anderlini si mette in mostra alla Women Elite: «Adesso bisogna tornare in palestra e continuare a spingere»
MODENA. C’è chi bussa alla porta della Nazionale e chi, invece, prova a spalancarla definitivamente. Linda Manfredini appartiene sempre di più alla seconda categoria.
La centrale modenese continua infatti a ritagliarsi uno spazio da protagonista nell’Italia di Julio Velasco, confermando in campo quanto di buono aveva già mostrato nelle categorie giovanili e in un percorso che, nonostante la giovane età, ha già vissuto tappe importanti.
Un Mondiale Under 21 vinto da capitana a soli 19 anni in Indonesia aveva già certificato il valore e la personalità della giocatrice cresciuta nella Scuola di Pallavolo Anderlini, ma le ultime uscite con la maglia azzurra maggiore raccontano di una crescita che prosegue a ritmi sostenuti.
Manfredini stupisce a Genova
Nel torneo AIA Aequilibrium Cup Women Elite disputato a Genova, chiuso dall’Italia con tre vittorie in altrettante gare e senza sconfitte, Manfredini si è ritagliata un ruolo di primo piano. Davanti a circa duemila spettatori ha risposto presente nei momenti più delicati, mostrando qualità e maturità. Già nella sfida contro la Turchia la centrale modenese, schierata titolare, aveva messo a referto dodici punti, una prestazione confermata il giorno seguente nella finale contro la Polonia, vinta dalle azzurre per 3-2, nella quale Manfredini ha aggiunto altri dieci punti contribuendo al successo che ha permesso all’Italia di chiudere imbattuta la tre giorni ligure. Manfredini ha ricevuto anche il premio di migliore giocatrice dell’incontro nella gara con la Turchia.
«Siamo cariche e daremo il massimo»
«Non me l’aspettavo, perché è stata davvero una vittoria di squadra – spiega Manfredini ai microfoni della Federazione – Tutte abbiamo sofferto, ma alla fine siamo riuscite a venirne fuori insieme e questo è l’aspetto più bello. Sono contenta e soddisfatta, anche se sappiamo che c’è ancora tanto da fare e tanto su cui lavorare. Adesso bisogna tornare in palestra e continuare a spingere in allenamento per migliorare ancora. Dalla prossima settimana si riparte, siamo cariche e daremo il massimo con questa nuova squadra. Sarà impegnativo, ma ci faremo trovare pronte».
Una presenza sempre più concreta in una Nazionale che a Genova ha mostrato anche novità interessanti, come Ekaterina Antropova impiegata nel nuovo ruolo di posto quattro, scelta che amplia ulteriormente le soluzioni tecniche a disposizione di Velasco. Anche Antropova, ormai stella internazionale approdata in Turchia, ha avuto un’impronta modenese, militando a inizio carriera nella squadra di Sassuolo.
Per Manfredini il torneo ligure rappresentava anche un banco di prova significativo: l’ultima verifica prima dell’inizio della stagione internazionale più impegnativa. Dal 3 all’8 giugno le azzurre saranno infatti impegnate a Brasilia nella prima tappa della Volleyball Nations League, dove affronteranno Bulgaria, Olanda, Turchia e Brasile. E il percorso di crescita di Linda Manfredini sembra destinato ad accelerare ulteriormente.
Velasco non ha dubbi: «Bisognare dare fiducia a queste giocatrici»
Se le prestazioni in azzurro raccontano una giocatrice sempre più pronta per il grande salto, il prossimo anno rappresenterà un’altra tappa di prestigio: la centrale modenese vestirà infatti una delle maglie più pesanti e titolate della pallavolo italiana e internazionale, quella di Conegliano. Un approdo che testimonia quanto il talento cresciuto tra i campi dell’Anderlini sia ormai considerato uno dei prospetti più interessanti del panorama nazionale. «La cosa più importante è che la squadra, anche quando non gioca bene, riesce comunque a vincere – spiega Velasco – Questo significa che mentalmente ci siamo. Abbiamo commesso tanti errori e non abbiamo espresso il nostro massimo livello, ma le ragazze erano anche molto stanche perché abbiamo iniziato lunedì e il lavoro in palestra si fa sentire». «Bisogna dare fiducia a queste giocatrici che sono in Nazionale da poco – conclude il commissario tecnico azzurro – solo giocando possono crescere e migliorare».
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