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«Vogliamo costruire una Reggiana che sappia vincere»

Wainer Magnani
«Vogliamo costruire una Reggiana che sappia vincere»

La filosofia del dt Doriano Tosi e del dg Ivano Vacondio: «I tifosi devono tornare a casa dallo stadio soddisfatti»

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L’immagine di giornata dice tutto: in primo piano i tre soci Amadei, Salerno e Fico e alle loro spalle i dirigenti Tosi, Vacondio e Bernardi che dovranno determinare il riscatto della Reggiana. Tre uomini al comando che giurano perfetta sintonia e condivisione per il bene della Reggiana. Spetta al dt Doriano Tosi indicare la rotta da seguire: «L’idea è di costruire una squadra coesa e compatta, questa è una virtù indispensabile». «Non possiamo garantire che vinceremo a ogni costo ma cercheremo di arrampicarci il più in alto possibile. Abbiamo conoscenze e competenza per farlo - avverte il nuovo direttore tecnico -. È fondamentale ricreare un ambiente dove c’è armonia e voglia di fare, unità d’intenti. Essere squadra dentro e fuori. È necessario tornare a vincere molte partite, soprattutto in casa perché il tifoso deve tornare a casa soddisfatto nell’aver visto la Reggiana vincere. Non abbiamo altre formule segrete. Ci sono già passato in questa situazione perché cinque anni fa, dopo la retrocessione dalla Serie B, c’era lo stesso clima. Dobbiamo creare una squadra che funzioni. Per questo abbiamo scelto un o come Tesser che conosce la materia, che sa gestire giocatori di personalità».

Tosi fa quindi un tuffo nel passato. «La Reggiana a livello di organico non era da retrocessione, almeno sei o sette squadre dovevano infatti essere dietro ai granata - ammette -. È mancata l’armonia e la gestione complessiva della squadra. Anch’io sono retrocesso dalla B ma se facciamo il rapporto tra punti fatti e soldi spesi, c’è una bella differenza. Fuori dal calcio da 4 anni? Lo stadio è la mia comfort zone, dove mi trovo a mio agio. In questi anni ho seguito allo stadio o davanti alla televisione i vari campionati e mi sono occupato in modo particolare del girone A della serie C. La mia disponibilità ad Amadei è figlia di sentimenti d’effetto e riconoscenza, oltre che di passione per il calcio. Non devo far carriera».

L’attualità bussa alle porte e Tosi ne è cosciente: «Per come siamo messi non tutti i giocatori vorranno rimanere alla Reggiana. Ne parleremo con loro, con i vari procuratori perché solo chi è convinto di rimanere farà parte della futura Reggiana. Ci vorrà molto tempo per delineare l’organico della prossima stagione. Lo dico ai tifosi: abbiate pazienza, la situazione è complicata ma arriveremo a inizio campionato con una squadra adeguata alle ambizioni dei soci. Sono in buona compagni e tra noi si è creata una perfetta intesa». Sul discorso del budget a disposizione Tosi è sibillino. «Il budget a disposizione fa riferimento a quello che ho avuto quando abbiamo centrato il record di punti in Serie C. Siamo su quei livelli o qualcosa di più». A bilancio la voce indicata era di 5. 078. 715 euro giocatori e staff compreso. «Non abbiamo giocatori da cedere a tutti i costi – conclude Tosi – anche se rispetto alla stagione 21/22 ne abbiamo il doppio sotto contratto (24, ndr) e il mondo è cambiato: chi vuole andare non lo puoi trattenere, ma ne discuteremo con loro. Di sicuro non è possibile fare una campagna acquisti in quindici giorni». «Il calcio ce l’ho nel sangue – spiega la sua scelta Ivano Vacondio, nuovo dg granata -. Sono un grande appassionato e anche un invadente ma il mio ruolo l’ha deciso Amadei. La retrocessione è stata dolorosa e sanguinosa, altrimenti non saremmo qui. La Serie C è complicata, faticosa, difficile e dobbiamo avere una missione: solo se siamo uniti assieme possiamo risalire, e a chi non gli sta bene deve scendere. Non sono venuto per fare l’impiegato o il capo ufficio, non sarò in sede tutti i giorni. Non metto un euro ma non pretendo un soldo. Nella ricerca dell’allenatore Tosi e Bernardi mi hanno coinvolto e non scavalcato. Non vorrei mai sapere dell’acquisto di un giocatore leggendolo sul giornale. Questo mi aspetto da chi ha le varie deleghe: essere coinvolto per il ruolo che mi ha attribuito Amadei. Se c’è un problema da risolvere lo dobbiamo fare tutti assieme perché solo così si è coesi. In questa Reggiana tutti parlano, è una casa che non solo non ha le porte ma nemmeno le finestre». «Per provare a vincere il campionato - incalza - occorre invece anche tacere e ingoiare il rospo. Qui tutti parlano, è impressionante. Nella stessa sede dove ci sono figure importanti, non c’è armonia. Ho bisogno di essere accarezzato altrimenti divento pericoloso anche se negli ultimi quattro anni sono cambiato: non ho voglia di litigare con nessuno, preferisco l’armonia. Sono animato da un grande entusiasmo e sono anche convinto che per andare in serie B non si può spendere poco. Questa sarà una dirigenza che baserà tutto sulla serietà, trasparenza e sullo stile».

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