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Alla soglia dei 50 anni di attività la Young Boys chiude i battenti

di Gabriele Molteni
Alla soglia dei 50 anni di attività la Young Boys chiude i battenti

Il dirigente Paltrinieri: «Costi troppo alti, impossibile andare avanti»

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i Gabriele Molteni

Non è riuscita a spegnere le candeline per i suoi 50 anni la Young Boys, società storica del calcio modenese che, dopo quasi mezzo secolo di attività, si ritrova costretta a chiudere i battenti. Fondato il 12 luglio 1978 da Cesare Bastelli e Annibale Traldi, il club ha vissuto spostamenti e fusioni, ma sempre riuscendo a crescere, mantenendo un alto numero di giovani calciatori iscritti. Negli ultimi anni però la situazione è iniziata a cambiare: la decrescita demografica non ha aiutato, portando sempre meno bambini al campo “Setti” di via Newton, e amplificando un trend che ha provocato recentemente numerose fusioni tra le società del territorio. La spada di Damocle che incombeva sulla Young Boys però è soprattutto di natura economica: troppi i costi, tra affitto e manutenzioni, per poter pensare di proseguire serenamente. “A gestire la società siamo sempre gli stessi, non c’è stato ricambio generazionale- spiega Franco Paltrinieri, uno dei dirigenti- noi poi siamo tutti volontari, finché riuscivamo ad andare in pari con i costi andava bene, ma non vogliamo ritrovarci alla nostra età a rimetterci e ad avere il peso degli arretrati da pagare. Per questo sistemeremo tutto quello che ci rimane da pagare e poi chiuderemo”.

Tutto l’impianto, compresi i due campi, è di proprietà del Comune, con il quale da tempo la Young Boys aveva da ridire per quanto riguarda i lavori di manutenzione da svolgere. “Molti lavori li abbiamo dovuti fare noi di tasca nostra- continua Paltrinieri- un paio di anni fa ci era stato detto che sarebbero intervenuti sulle recinzioni dei campi perché pericolose, ma poi non ne abbiamo saputo più niente. Ci era stato promesso che, se avessimo svolto noi i lavori di manutenzione, avremmo potuto avere un grosso sconto sull’affitto. Ma non è mai successo”.

A dare il colpo finale e il segnale definitivo che, con tutta probabilità, il mantenimento della società non era più sostenibile, un recente guasto alla caldaia che, per la Young Boys, ha rappresentato un pesante costo aggiuntivo. Ora il punto interrogativo più grande è cosa ne sarà dell’impianto e cosa ne vorrà fare il Comune, problema che però non si porrà fino a settembre. “Noi abbiamo proposto di lasciare la struttura in anticipo il 30 giugno, ma ci è stato detto che almeno fino al 13 settembre, ovvero quando scadrà il contratto, dovremo restare e pagare l’affitto” ha detto Paltrinieri.

In quasi 50 anni la Young Boys ne ha vissuti di stravolgimenti: dagli inizi al campo di via Agricola concesso dalla Parrocchia Maria Immacolata al trasferimento presso gli impianti della Pol. Cognentese, per poi fondersi col Circolo Dipendenti Hera di via Newton nel 2013 e infine separarsi nuovamente dalla Pol. Cognentese nel 2021. Ora però è arrivata per davvero la parola fine. Ai ragazzi iscritti verrà data la possibilità di unirsi alla Madonnina per mantenere la continuità con i propri compagni di squadra. Termina così la storia di una società che ha contribuito alla formazione di tantissimi giovani atleti. Uno su tutti Giovanni Piacentini, che dopo aver mosso lì i primi passi da bambino, contribuendo alla conquista di un titolo provinciale, è in seguito passato al vivaio del Modena con cui cominciò la scalata che lo porto a giocare svariati campionati di A con Roma, Fiorentina, Atalanta e Bologna.l



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