Carnevali a tutto campo sul Sassuolo: «All’inizio avevo detto di no»
L’amministratore delegato, regista del miracolo neroverde, si racconta a “Colpi da Maestro”
SASSUOLO. «Dottoressa, io preferirei entrare nel vostro Cda, nel calcio è più facile sbagliare che fare le cose giuste. Posso essere una persona di vostra fiducia, ma non ho intenzione di prendere in mano il Sassuolo Calcio».
La dottoressa in questione era Adriana Spazzoli e a darle questa risposta fu, incredibile ma vero, Giovanni Carnevali che, evidentemente, cambiò idea, visto che è alla guida del club neroverde da tredici anni.
«La loro insistenza mi ha incuriosito»
A raccontare questo aneddoto a Marco Nosotti è stato proprio il diretto interessato in una puntata del podcast “Colpi da Maestro”: «Il dottor Squinzi e la dottoressa Spazzoli erano due persone fantastiche, una famiglia per me. Il Sassuolo aveva vinto la Serie B e noi come Master Group Sport facemmo un progetto per i futuri dieci anni, dallo stadio, al centro sportivo, al fatto di lavorare con gli italiani. Loro mi risposero che era esattamente quello che volevano. E poi mi fecero la proposta di prendere in mano il club. Rimasi spiazzato, all'inizio dissi di no, ma la loro insistenza mi incuriosì e decisi di andare a Sassuolo. Sarò sincero, non sapevo neanche dove fosse, misi il navigatore. La sede era al Ricci, i dipendenti erano due-tre, non c'era nulla. Però io conoscevo la proprietà, sapevo che mi avrebbero fatto lavorare e, siccome c'era tantissimo da fare, la presi come una grande sfida. Sono partito con grande entusiasmo e ho fatto la scelta giusta».
«Il Sassuolo è il mio colpo da maestro»
È stato ed è tuttora un bel viaggio: «All'inizio ho cercato di conoscere le persone, Carlo Rossi, Remo Morini, e capire la storia del club. Giorgio e Adriana mi ha sempre permesso di lavorare in modo indipendente e questo ci ha consentito, quando sono venuti a mancare, di dare continuità con i figli, Marco e Veronica, due ragazzi fantastici. Io mi sento come uno che guida una macchina che va molto forte, bisogna tenerla in strada, per farlo devi avvalerti di collaboratori validi, devi avere una visione, l'umiltà giusta. La forza di questa società sono le persone che mi stanno accanto e mi aiutano, io posso avere delle capacità, ma non posso pensare di essere il più bravo di tutti in tutto, devo avvalermi di collaboratori che ne sappiano più di me, a me poi tocca decidere e lo faccio. Posso dire che il mio colpo da maestro sia il Sassuolo Calcio».
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