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Cambio di diesse e allenatore: il Modena ha voltato pagina

di Claudio Romiti
Cambio di diesse e allenatore: il Modena ha voltato pagina

Una combinazione non frequente nella storia gialloblù

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MODENA. Un direttore sportivo e un allenatore nuovi di zecca. Per il diesse in realtà si tratta di un ritorno, anche se a distanza di 19 anni, ma è un dato di fatto che il Modena comincia la nuova stagione con due professionisti, due figure apicali nei rispettivi ambiti, che non erano presenti nel suo organigramma alla fine dell’annata precedente.

Una situazione che non è molto frequente nella storia del club gialloblù e che, quando si è verificata, ha sempre significato un voltare pagina, anche se, come vedremo, la decisione di girare pagina può scaturire da situazioni oggettivamente molto diverse.

Una “prima” per Rivetti

Nel caso attuale l’arrivo di Nereo Bonato nel ruolo di diesse rientra soprattutto nell’ambito della ridefinizione dell’organigramma societario attuato alla fine dell’ultimo campionato, con la promozione di Andrea Catellani nel ruolo di direttore generale. Dal nuovo direttore sportivo all’ingaggio di un nuovo allenatore, Daniele Galloppa, è stato un tutt’uno, stante la volontà proclamata dal club di cambiare… gioco sul campo, dalla volontà di vedere una squadra più propositiva, in grado di produrre un calcio più offensivo.

Nei sei anni, comprendendo quello che sta per iniziare, della gestione-Rivetti è la prima volta che vengono cambiate contemporaneamente quelle due figure, non potendo essere conteggiato il cambio iniziale, Vaira e Tesser, nuovi Diesse e allenatore al posto di Matteassi e Mignani, dato che lì iniziava una nuova proprietà col passaggio da Sghedoni a Rivetti.

I cambi di rotta nel decennio scorso

Di altro tenore era stati gli avvicendamenti contemporanei del decennio scorso. Andando in ordine cronologico, all’inizio della stagione 2012/13 al posto di Fausto Pari e di Cristiano Bergodi, direttore sportivo e allenatore nel biennio precedente, arrivarono Cannella e Marcolin, allora come segnale di un cambiamento di rotta.

All’inizio del 2016/17 nel libro gialloblù il voltar pagina fu la prima conseguenza della retrocessione del Modena in Serie C, così nella stanza delle decisioni relative all’organigramma tecnico Luigi Pavarese sostituì Taibi e in panchina Pavan prese il posto di Bergodi, che verso la fine del campionato precedente aveva rilevato Crespo. Quasi fisiologico, per così dire, il doppio avvicendamento della stagione 2019/20: il Modena era risalito dalla Serie D e la proprietà del club era passata interamente a Romano Sghedoni.

Così Salvatori divenne diesse, al posto di Tosi, e Zironelli mister, dopo il trittico Apolloni-Bollini-Malverti del torneo in D.

Il “primo” Bonato a inizio secolo

Nel primo decennio di questo secolo ritroviamo Nereo Bonato che, nella sua precedente esperienza nel Modena (2006/07), fu il nuovo direttore sportivo insieme con il nuovo mister, Daniele Zoratto. Anche se, per essere precisi, quella volta Bonato non sostituì nessuno, dato che la carica era vacante da alcuni mesi e la funzione era svolta dal presidente Luca Baraldi. Ricordiamo infine le nuove accoppiate nell’ultimo decennio dello scorso secolo: Recchia-Frosio (96/97) Botteghi-Fedele (97/98) e Bonci-Stringara (98/99). Lì però non era per una semplice ridefinizione dell’organigramma…

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