Berlino 20 anni dopo, Zaccardo e Toni campioni del mondo: «In ritiro c’era la stanza dei... modenesi»
L’ex difensore racconta: «Il 9 luglio 2006 qualcosa è cambiato, siamo entrati nella storia»
MODENA. Zaccardo Cristian – anni 24 – nato a Formigine, ma spilambertese da sempre. Toni Luca – anni 29 – nato a Pavullo nel Frignano, ma già simbolo di Stella di Serramazzoni. Il primo, difensore, svezzato calcisticamente dal Bologna (con uno strano intreccio col Modena che racconteremo), il secondo, attaccante, cresciuto nel Modena (per il quale non ha mai nascosto una forte simpatia). La sera del 9 luglio 2006, esattamente 20 anni fa, Zaccardo Cristian, mestiere difensore, e Toni Luca, mestiere attaccante, si trovavano in Olympischer Platz a Berlino.
Quella sera di 20 anni fa
Scusateci per questi giri di parole utili, comunque, a dire che Zaccardo e Toni, la sera del 9 luglio – esattamente 20 anni fa – erano all’Olympiastadion di Berlino, appunto in Olympischer Platz (Piazza Olimpica), per vincere la Coppa del Mondo di calcio. Due modenesi protagonisti di una impresa sportiva. Australia, Ucraina, Germania e Francia, solo per citare le avversarie battute nella fase decisiva del Mondiale. Ultima, quel 9 luglio, la Francia di Domenech. La cronaca è veloce: Zidane porta avanti i “Bleus” su rigore, Materazzi pareggia, Toni segna ma non vale, Zidane perde la testa (anzi, l’appoggia, non tanto delicatamente, su Materazzi) e viene espulso, ai rigori Grosso segna il penalty decisivo. Campioni del Mondo, detto quattro volte, “Il cielo è azzurro sopra Berlino”, ecc. ecc. ecc. Ora, 9 luglio 2026, sono passati 20 anni. Si gioca il Mondiale, l’Italia non c’è ancora, Toni lavora in Tv e Zaccardo è agente FIFA.
Le parole di Zaccardo
«Sembrano passati pochi giorni – dice lo stesso Zaccardo, 44enne spilambertese sì, ma anche un po’ castelvetrese – eppure eccoci qui. Pensate come sono cambiati i tempi. Di quel giorno avrò cinque foto in tutto, del ritiro nemmeno un video, un ricordo. È tutto nella mia testa e questo basta e avanza. Ma immaginate cosa sarebbe successo oggi con i social e gli smartphone». Restano, foto o non foto, social o non social, due modenesi campioni del mondo: «Beh, con Luca c’è un bel rapporto. Ci vediamo spesso anche sui campi di padel. A Coverciano eravamo in camera insieme». La camera dei modenesi, chissà, forse si sarà parlato anche in dialetto: «Assolutamente, in ritiro io e Luca dividevamo la stanza. Mentre a Berlino, in hotel, ognuno aveva la sua singola. Cosa ho fatto la notte prima della finale? Dormito, cosa dovevo fare? Verso l’una ho preso sonno e poi è arrivato il giorno della partita». E della vittoria: «I miei genitori erano allo stadio, ho condiviso con loro quei momenti. Ecco, la sera prima della finale ho pensato: se si perde tutto resta uguale, se si vince tutto cambia». Ed è cambiato? «Sì, per me e per gli altri – continua “Zac” – Si entra in un’altra dimensione. Si ha l’idea di aver fatto qualcosa di unico, e qualcosa di unico, in effetti, si è fatto». 20 anni sono tanti «ed è un peccato non festeggiare tutti insieme quel Mondiale» e tante cose sono cambiate. Zaccardo, come detto, è agente FIFA: quello che ha consigliato al Napoli Khvicha Kvaratskhelia e che poi ha partecipato alla cessione di “Kvara” al Paris Saint-Germain.
Il ricordo di Toni
Gli impegni di Toni – oggi 49enne – sono altri, anche se, ogni tanto, pure il bomber di Stella ricorda quel 9 luglio: «Forse subito non ce ne siamo resi conto, forse abbiamo capito tutto una volta arrivati in Italia. O magari lo abbiamo capito quando, come accade in questi anni, l’Italia non ha partecipato al Mondiale», le sue parole qualche tempo fa a Fanpage. E appunto, 20 anni sono passati e l’Italia da tre Mondiali è davanti alla Tv a guardare le altre nazionali giocare: «Dispiace – in questo caso è ancora Zaccardo che spiega – Ho un figlio di 18 anni che non si può godere quei momenti di festa, di amicizia, che solo un Mondiale regala. L’Italia unisce davvero il Paese, l’ho capito la mattina del 10 luglio 2006, quando da Ciampino il pullman scoperto ha portato la Nazionale al Circo Massimo. La festa di Roma, lì tutto è stato chiaro: qualcosa di grande era successo». Ma torniamo all’oggi: «I giocatori in Italia ci sono, ci sono e sono bravi. E dirò di più, ci saranno sempre. Forse, a mio parere, manca un po’ di personalità. La personalità che, invece, nella Nazionale del 9 luglio 2006 era forte in almeno 8-9 giocatori. E quella personalità, credetemi, ha fatto la differenza tra il vincere e il perdere. Tra essere campioni del Mondo e andare a casa». Parole di Zaccardo Cristian che, crediamo, anche il collega modenese Toni Luca condividerà.
L’intreccio gialloblù
A proposito, cosa c’entra Cristian Zaccardo con il Modena? Lui, cresciuto nel Bologna con anni di esperienza tra Serie A e Bundesliga… Semplice: Zaccardo era in campo allo stadio “Picco” di La Spezia il 6 maggio 2001, poco più di 25 anni fa. In campo quando il Como stava già assaporando la promozione in Serie B grazie al successo sui liguri di un giovane “Zac”. Poi arrivò il gol di Ciro Ginestra a Brescello… Ma questa non è storia azzurra, è storia gialloblù…
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