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Trequartisti, duttilità e palleggio: ecco il Modena di mister Galloppa

di Riccardo Panini

	Daniele Galloppa, nuovo allenatore dei gialli (foto modena-calcio.com)
Daniele Galloppa, nuovo allenatore dei gialli (foto modena-calcio.com)

“Modello Juve Stabia e Catanzaro”, più che il modulo conta l’interpretazione

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MODENA. Lavori in corso ancora ben lontani dalla conclusione, però già a buon punto. La settimana scorsa è stata intensa per il Modena che ha centrato molti degli obiettivi di mercato preparati con cura nelle settimane precedenti. Ecco che così, in questi ultimi giorni, ha preso corpo una fisionomia di squadra tracciata sull'idea tattica di Daniele Galloppa.

All’insegna della discontinuità

Il 4-2-3-1 può essere il piano di partenza ma guardando ai giocatori inseriti nell'organico balza chiaro agli occhi il fatto che per molti di essi la duttilità sarà una qualità importante da saper mettere a frutto. L'uscita di Gerli è una delle chiare prove di un probabile cambio di spartito; lo è di certo di una filosofia. L'arrivo (o la conferma, come nel caso di... Caso) di trequartisti ed esterni offensivi, è infatti il profondo segno di discontinuità col recente passato del 3-5-2 pietrificato di Sottil.

Galloppa predilige la costruzione dal basso che passa dai due mediani e sfrutta la qualità del trequartista per arrivare a innescare le catene laterali non più affidate prevalentemente alla corsa inesauribile e a perdifiato dei singoli ma organizzate per liberare spazi a ridosso dell'area. La virata quindi risulta decisa.

Modello Galloppa

I moduli sono numeri di comodo, è la loro interpretazione a produrre il risultato. È su questo che verrà misurato il lavoro del nuovo tecnico canarino. L'organico che Bonato e Catellani stanno costruendo lascia a Galloppa piena libertà di scelta. Un anno fa, fu costruita una squadra tagliata sul 3-5-2 dal quale era impossibile deragliare tanto è vero che il giocatore più “anarchico” tatticamente e capace di muoversi in una posizione che in quell'assetto non c'era, finì per rimanere tagliato fuori dai piani di Sottil; oggi, quello stesso giocatore, Beppe Caso, rientra a pieno titolo nel nuovo Modena. Non è dunque alla linea difensiva, bensì a quella offensiva che bisogna guardare. Pure il ritorno di Azzi va visto in quest'ottica. Il punto fermo in attacco sarà un riferimento fisicamente strutturato, oggi Daniele Montevago, più due trequartisti alle sue spalle: Caso, esterno offensivo e Olzer tra le linee per offrire imprevedibilità. Il modello può essere proprio quello del Monza di Paolo Bianco. L'inserimento previsto a breve di Stenio e quello di Luca Bacchin allargano l'ampiezza del fronte offensivo che può passare quindi ai tre dietro al centravanti. Si può suonare nota per nota, oppure dare enfasi. Ritmi veloci. La linea alta della difesa sarà la semicroma musicale del gioco; lo ha fatto Bianco, lo ha fatto Abate con la Juve Stabia, lo ha fatto Aquilani col Catanzaro. L'idea è quella. Verranno presi dei rischi ma la velocità di Nador nei ripiegamenti, la fisicità di Nieling nella preventive ma ancor più l'aggressività alta di Tonoli dovranno essere i punti di forza degli ormeggi gialloblù. Nel possesso Galloppa ama il palleggio e questo dovrà alternarsi alla pressione alta. Brugman è una garanzia, le qualità negli inserimenti di Sersanti o di Olzer stesso che può fare pure la mezzala, i veri grimaldelli per i blocchi bassi tanto indigesti al Modena della stagione passata.

Cosa manca?

La porta con Chichizola, Laidani e Consiglio è a posto. Per la mentalità del neo tecnico canarino manca ancora qualche centrocampista di palleggio. Al pacchetto dei centrali serve un innesto importante come potrebbe essere Giorgini, forse anche un giocatore in più. Poi l'attacco. La situazione di Mendes sarà da risolvere per liberare spazio ad un bomber che abbia nei numeri realizzativi la forza d'urto destinata a dare concretezza. A conti fatti, quello che ha spinto ad un cambio pur davanti agli obiettivi centrati da Sottil, è la voglia di un calcio diverso, molto più vicino a quello delle quattro squadre che hanno dominato la passata stagione e oggi prese a modello per un percorso nuovo.

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