Gazzetta di Modena

Sport

Modena Calcio
Calcio Serie B

Modena, classe e “garra”: terzo uruguaiano in gialloblù

di Claudio Romiti
Modena, classe e “garra”: terzo uruguaiano in gialloblù

Il centrocampista raccoglie l’eredità di "Gringo" Banfi e del "Diablo" Granoche

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Una iniezione di esperienza, classe e ‘garra’. Si potrebbe sintetizzare così Gaston Brugman, il recentissimo acquisto del Modena. Centrocampista, 33 anni, è il terzo uruguaiano nella storia gialloblù. Che il suo arrivo rappresenti un’iniezione di esperienza lo dicono le 409 partite ufficiali, che Gaston ha disputato fin qui nelle Serie A e B italiane, ma anche in Spagna e nella Major League Soccer, il massimo campionato di calcio degli Stati Uniti. Con l’aggiunta di 33 gol segnati.

Un mix di grinta e tenacia

La classe gliela dovresti accreditare a priori in quanto sudamericano, ma lo puoi fare proprio sulla scorta di quelle oltre 400 partite giocate, considerando però sempre che classe non significa solo dribbling o tocchi di fino, tanto meno giocate tipo foca ammaestrata. Classe insomma, più che un semplice esercizio di stile, è una qualità concreta e si traduce in efficacia e visione di gioco, in controllo di palla, visione periferica del gioco, precisione nei passaggi, intelligenza tattica, ma anche la capacità di gestire situazioni agonistiche complicate senza farsi prendere dalla fretta o dal nervosismo. E la ‘garra’, se vieni al mondo in Uruguay, ce l’hai per nascita, quale che sia la tua origine più lontana.

‘Garra’ è una parola della lingua spagnola che significa artiglio o grinfia e nel linguaggio sportivo, ma anche in quello comune, il suo uso è legato a un’espressione originaria proprio dell’Uruguay, ‘garra charrùa’, che richiama la fierezza e l’orgoglio degli antichi indios Charrùa, popolazione locale che aveva opposto una resistenza leggendaria ai colonizzatori. Nello sport quindi avere ‘garra’ vuol dire possedere grinta, tenacia, spirito combattivo e capacità di non arrendersi mai davanti alle avversità.

Tanta garra, zero rossi

Attenzione però, non va confusa con lo stile agonistico sopra le righe, con le entrate durissime, talora cattive a prescindere, e Brugman lo dimostra: pensando al ruolo che lo porta a duelli anche rusticani nel mare magno del centrocampo, e all’influenza… Charrùa, vai a cercare quanti cartellini rossi ha preso nella sua carriera, ma non ne trovi neanche uno. Neanche uno in 409 partite ufficiali! Se i siti di statistiche non si sbagliano, davvero chapeau per Brugman! Che ha iniziato bambino nell’Estudiantes di Rosario, la sua città, poi nel Penarol, ma a soli 15 anni l’Empoli, che ha sempre l’occhio lungo sui giovani, lo porta in Italia. Il debutto in prima squadra nel 2011, proprio contro il Modena (era destino…), subentrando a un certo Riccardo Nardini, poi passa al Pescara, che lo presta al Grosseto e anche il debutto coi maremmani avviene contro il Modena. Torna al Pescara, va a Palermo, ancora Pescara, due anni a Parma, uno in Spagna (Real Oviedo), due in USA dove con i Los Angeles Galaxy vince la MLS 24 e uno a Nashville, infine ultimi sei mesi a Pescara.

Come detto Brugman è il terzo uruguaiano nella storia del Modena, dopo Raoul Banfi, detto ‘Gringo’, attaccante da 48 gol nel periodo 1939-44, e il ‘Diablo’ Granoche, 35 reti in gare di campionato.  l

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google