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Mondiali, il retroscena: «Messi re dell’Argentina, ma poteva essere spagnolo»

di Gabriele Farina

	Lionel Messi è capitano dell'Argentina campione del mondo in carica
Lionel Messi è capitano dell'Argentina campione del mondo in carica

Il modenese Orlando Mollica ne ha approfondito l’albero genealogico: la bisnonna paterna era catalana

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MODENA. Un filo giallorosso unisce l’Argentina e la Spagna, passando dalla Coppa del Mondo... e da Modena.

Per Lionel Messi l’ultimo atto al MetLife Stadium di New York di domenica 19 luglio alle 21 sarà più che una finale. La Pulce è diventato grande con la maglia del Barcellona, il cui motto è “più che un club”.

Tutto merito della bisnonna

A Blancafort, a circa duecento chilometri dal Camp Nou è nata nel 1910 la bisnonna paterna Rosa Maria Mateu Gessé. Un legame poco noto, riscoperto dal modenese Orlando Mollica. «Tutto è partito da una passione smisurata per la genealogia – spiega Mollica – Ho ricostruito l’albero genealogico della mia famiglia, arrivando fino al Seicento. In questi giorni ho letto un articolo sulle origini italiane del padre di Leo Messi e allora mi sono iniziato a documentare meglio».

La ricerca ha dato frutto. «Fino ai nonni di Messi è tutto facile – aggiunge Mollica – Su Family Search, dove è tutto documentato, ho trovato i collegamenti risalenti alla nonna Rosa Maria Perez Mateu, madre di Jorge Horacio Messi. Ho poi collegato la parte conosciuto a una famiglia catalana che risale alla fine del Cinquecento».

Torna così la Catalogna, la Pulce dove ha firmato il primo contratto a tredici anni ed è diventato il giocatore più vincente nella storia dei blaugrana (35 trofei). Pensare che nel primo dopoguerra la bisnonna Mateu Gessé partiva da Lleida, seconda città della Catalogna, per cercare fortuna in Argentina.

«Un giro del destino»

«È un giro del destino – commenta il modenese – È tornato a Barcellona, vicino a dove viveva la bisnonna, diventando sia il re di Barcellona sia dell’Argentina».

Non è tutto. A Barcellona Messi ha fatto il bagnetto a un neonato per il calendario Unicef del 2007. Quel bimbo oggi è la stella più fulgida del calcio spagnolo. Si chiama Lamine Yamal, ha 19 anni e domenica 19 luglio affronterà con la maglia della Roja l’Argentina di Messi nella prima finale tra i campioni d’Europa e del Sud America.

«Per me vincerà la Spagna – pronostica Mollica – L’Argentina andrà in vantaggio, poi Spagna la ribalterà: finirà 2-1 e potrebbe fare gol anche lo stesso Yamal».

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