Modena, senti Nardini: «Brugman è aggressivo e ha classe»
La bandiera gialloblù su Galloppa: «In campo univa lo spogliatoio»
MODENA. Non è stata come la staffetta più famosa del calcio, quella Mazzola-Rivera di Messico ’70, ma anche all’inizio della carriera di Gaston Brugman c’è stata una staffetta particolare.
Il debutto assoluto del centrocampista uruguaiano è avvenuto in un Empoli-Modena del marzo 2011 (0-1, gol di Signori), in cui, tra le file dei toscani, subentrò a un certo Riccardo Nardini, uno che in varie fasi della carriera ha messo insieme 130 presenze con la maglia del Modena.
Nardini, calcisticamente lei lo ha tenuto a battesimo. Chi è Brugman?
«Sul piano umano è un bravissimo ragazzo. Come giocatore, quel giorno era un ragazzino che esordiva, ma si vedeva bene che si trattava di un elemento molto promettente e la carriera successiva lo ha confermato».
Quali le sue caratteristiche principali?
«In Serie B è il centrocampista ideale. Soprattutto perché è un centrocampista completo, molto tecnico: può fare tutto in mezzo al campo».
Nell’immaginario dei tifosi viene visto come il successore di Fabio Gerli. È giusto inquadrarlo così?
«Diciamo che sono giocatori simili, ma con caratteristiche diverse. Anche Brugman è uno che si fa dare palla, che sa far girare la squadra. Ha forse più gamba di Gerli, si muove molto, cerca spesso la verticalizzazione del gioco».
In cosa è sudamericano?
«È un giocatore di classe, oltre alle qualità di regista, può mettere sul campo l’estro tipico dei sudamericani».
Un uruguaiano che non ha mai preso un rosso…
«È aggressivo, ma sa giocare pulito».
Lei conosce bene anche Galloppa, siete stati compagni di squadra nel Modena della stagione 2015/16. Cosa pensa di questa scelta per la panchina gialloblù?
«Ho sentito che si parla di una scommessa da parte del club, ma una sua gavetta nei settori giovanili Galloppa l’ha fatta e negli ultimi due anni è andato molto bene nella Primavera della Fiorentina. Visto che quest’anno il Modena ha cambiato impostazione, credo che Galloppa, per le sue caratteristiche, possa essere l’allenatore giusto».
Deve cercare di fare meglio del sesto posto dell’ultimo campionato.
«Non è mai facile confermare, né tanto meno superare un piazzamento alto della stagione precedente. Ancor più quando si cambia parte della squadra, ma Daniele ha le qualità, innanzitutto umane, per riuscirci».
Galloppa ha raccontato che nel disgraziato 15/16 del Modena cercava di tenere unito lo spogliatoio.
«È vero, lui era anche amico del mister, avendo giocato con Crespo nel Parma, ma poi ha subito l’ennesimo grave infortunio ed è uscito di scena. Da calciatore è stato sfortunatissimo, spero che da allenatore venga risarcito dalla sorte».
Quell’anno comunque il destino del Modena sembrava segnato…
«La società in pratica non esisteva, Caliendo non c’era mai, c’era invece il problema dei pagamenti, dei fornitori e la squadra ovviamente ne risentiva».
Tutto il contrario di oggi…
«Con la famiglia Rivetti il Modena ha una situazione ideale, come ce ne sono poche nel calcio italiano. Poi, il Centro Sportivo sarà un valore aggiunto di fondamentale importanza».
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