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Il ritorno di Tubertini a Modena Volley: «Emozione ed orgoglio»

di Lara Lugl

	Da sinistra Andrea Sartoretti, Lorenzo Tubertini e Alberto Casadei (Foto Carlo Foschi credit Modena Volley)
Da sinistra Andrea Sartoretti, Lorenzo Tubertini e Alberto Casadei (Foto Carlo Foschi credit Modena Volley)

L’allenatore guiderà i gialloblù dopo nove anni: «Il mio obiettivo sarà quello di dare un’identità precisa alla squadra»

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MODENA. La presentazione del nuovo tecnico Lorenzo Tubertini ha aperto la stagione 2026-27 dei gialloblù, segnando l'inizio di un progetto che punta sulla continuità, mantenendo l’ossatura della squadra e affidando ancora una volta un ruolo centrale ai giovani più promettenti.

«Vogliamo continuare a crescere»

Il direttore generale Andrea Sartoretti, ha spiegato le linee guida della società: «Abbiamo cambiato qualcosa rispetto alla scorsa stagione, ma abbiamo mantenuto uno zoccolo duro importante. I giovani che hanno dimostrato di saper interpretare al meglio lo spirito di Modena e del PalaPanini avranno un ruolo centrale anche quest'anno».

Una scelta, quella di Tubertini, che nasce dalla volontà di proseguire un percorso già avviato: «È un allenatore che conosciamo bene, un grande lavoratore e capace di valorizzare i giovani. L'obiettivo è continuare a trasmettere entusiasmo e passione ai nostri tifosi e a tutto l'ambiente».

Sartoretti ha poi allargato lo sguardo al progetto del club: «La pallavolo è sempre più competitiva e per restare ad alto livello dobbiamo coinvolgere sempre più persone. Da qui nasce il lavoro sui giovani, la gestione diretta del settore giovanile e il progetto dedicato al femminile. È così che vogliamo continuare a crescere».

Senza nascondere le ambizioni: «Perugia, Trento, Verona, Civitanova e Piacenza partono con roster di altissimo livello, ma Modena deve continuare a guardare a quelle realtà. Se vogliamo tornare grandi dobbiamo avere l'ambizione di avvicinarci a loro».

«Fondamentali esperienza e personalità»

Tubertini ha poi raccontato il significato del ritorno al PalaPanini, dove aveva già lavorato come vice allenatore: «L'emozione è tanta. Tornare qui significa ritrovare sapori di casa. In questo palazzetto sono nato e cresciuto professionalmente ed essere richiamato per guidare questa squadra è un orgoglio immenso». Il tecnico arriva a Modena dopo nove anni di esperienze tra Superlega e campionati esteri, in particolare in Francia e Austria. «Queste esperienze mi hanno permesso di confrontarmi con nuove realtà e nuovi metodi di lavoro. Guardare il campionato italiano da fuori mi ha aiutato a crescere e ad ampliare il mio bagaglio di conoscenze».

L'obiettivo sarà dare un'identità precisa alla squadra. «La sfida più stimolante è riuscire a trasferire ai giocatori la mia idea di pallavolo. Voglio dare loro gli strumenti per crescere ogni giorno e costruire una squadra che si riconosca nel lavoro quotidiano». In questo percorso saranno determinanti i giocatori confermati: «Rappresentano la continuità con il metodo di lavoro dello staff e potranno trasmettere ai nuovi arrivati lo spirito e l'identità di questa squadra. Il mio desiderio è vedere ogni giorno giocatori motivati, desiderosi di imparare e di avvicinarsi ai più alti modelli internazionali».

«Ripartiamo dalla serie con Piacenza»

Tra i temi affrontati anche il ruolo dei nuovi elementi più esperti, chiamati a guidare la crescita del gruppo: «Esperienza e personalità saranno fondamentali soprattutto nei momenti difficili della stagione. Sono figure che possono aiutare la squadra a superare gli ostacoli che un campionato così competitivo presenterà, d’altra parte saranno anche momenti formativi e di crescita personale per i più giovani».

Infine uno sguardo al calendario, che vedrà Modena debuttare al PalaPanini contro Trento prima di affrontare Piacenza, Verona e Civitanova nelle prime quattro giornate. «Lo considero un'opportunità. Sarà un esordio complicato, ma partire subito contro una grande squadra può aiutarci a capire il nostro livello. Sarà importante conquistare punti fin dall'inizio, anche se servirà tempo per trovare gli automatismi». Il messaggio conclusivo è rivolto ai tifosi, chiamati a fare del PalaPanini un fattore: «La serie playoff contro Piacenza ha fatto capire ai ragazzi cosa significa giocare in questo palazzetto. Quella deve essere la base da cui ripartire. Vogliamo entusiasmare il pubblico modenese e farci spingere dal suo calore per raggiungere il livello più alto possibile».

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