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Barbieri da Atlanta 1996 al futuro: «Modena sia centro d’eccellenza»

di Gabriele Farina
Barbieri da Atlanta 1996 al futuro: «Modena sia centro d’eccellenza»

L’appello dell’olimpionico: «Valorizziamo il patrimonio di ginnastica artistica»

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MODENA. «Il patrimonio olimpico non va disperso». Marcello Barbieri ha vissuto le Olimpiadi da protagonista. Sono passati trenta anni dai Giochi di Atlanta 1996, quando Barbieri ha gareggiato con la maglia della Nazionale nella ginnastica artistica.

Quattro anni prima, era stato riserva azzurro a Barcellona 1992. A Sydney 2000 ha piazzato il tris personale, diventando artista di supporto in viaggio con la Rai. Ha scelto la ginnastica artistica «da bimbo scatenato» e non ha più abbandonato la passione per uno sport a cui la nostra città (e l’Italia in generale) deve tanto.

Da Alberto Braglia a Elisa Iorio

«Modena sarebbe potuta diventare un vero e proprio centro di eccellenza per la ginnastica – interviene Barbieri – un vero e proprio centro di eccellenza per la ginnastica grazie alla sua tradizione e al patrimonio di competenze costruito negli anni». Per Barbieri i tempi restano maturi e Modena può ancora fare un salto di qualità. Parlando di Olimpiadi, esiste un filo gialloblù che collega il primo modenese e l’ultima a partecipare ai Giochi in ordine di tempo.

Il precursore è stato Alberto Braglia, oro ai Giochi di Londra 1908 nel concorso individuale. La prima medaglia olimpica modenese sarebbe stata accompagnata da una seconda (a livello provinciale) senza la squalifica del carpigiano Dorando Pietri nella maratona.

Braglia ha concesso il tris alle Olimpiadi di Stoccolma 1912, vincendo l’oro sia nel concorso individuale sia in quello a squadre, dove c’erano anche i panarini Alfredo Gollini e Guido Romano.

L’ultima medaglia risale invece ai Giochi di Parigi 2024, quando Elisa Iorio ha vinto l’argento nella gara a squadre di ginnastica artistica. Dal ginnasta a cui è dedicato lo stadio cittadino all’atleta classe 2003 sono passate generazioni di atleti.

Barbieri è cresciuto nella Ginnastica Panaro, allenandosi nella palestra oggi intitolata a Ermanno Barbieri. In quegli anni c’era anche Jury Chechi alias il “signore degli anelli”, oro ad Atlanta 1996 e bronzo ad Atene 2004. «Esiste un legame profondo della città con la disciplina – prosegue l’olimpionico modenese – anche attraverso la figura di Alberto Braglia, leggendario campione modenese al quale è dedicato lo stadio cittadino. È stato capace di conquistare tre medaglie d’oro olimpiche ed è il simbolo della tradizione sportiva modenese».

Una tradizione che da Londra 1908 a Parigi 2024 ha prodotto altri atleti olimpici, a partire dall’edizione successiva a Stoccolma 1912. Si è disputata ad Anversa nel 1920, due anni dopo la fine della prima guerra mondiale. Nell’edizione in Belgio è arrivato un altro oro nel concorso a squadre di ginnastica con protagonista il modenese Arnaldo Andreoli.

Ai Giochi di Berlino 1936 ha preso parte anche il ginnasta modenese Otello Ternelli. Sono passati sedici anni dalle Olimpiadi di Anversa. Ne sono trascorsi addirittura sessanta fino ad Atlanta 1996, quando Barbieri ha gareggiato nella ginnastica. Dai Giochi di Atlanta a quelli di Parigi ne sono trascorsi ventotto: più di una generazione. Iorio non era ancora nata quando Barbieri gareggiava alle Olimpiadi. La ginnasta modenese è salita sul podio olimpico a 104 anni di distanza da Andreoli, spezzando così un digiuno più che secolare.

«Teniamo a Modena le nostre eccellenze»

Cosa è successo nel frattempo? Barbieri non crede sia un problema di mancanza di talenti. «Gli ex atleti, gli attuali allenatori e i tecnici di valore che oggi operano anche in altre città rappresentano una risorsa preziosa – analizza l’ex ginnasta – Spesso, infatti, gli atleti non trovano nella propria città le competenze necessarie per il loro percorso di crescita e sono costretti ad affidarsi a tecnici e strutture di altri territori».

La stessa vice campionessa olimpica in carica è oggi un’atleta della Brixia e delle Fiamme Oro, dopo aver vestito i colori della Panaro. Il discorso si potrebbe estendere ad altre discipline, ma Barbieri conosce bene l’ambiente della ginnastica artistica. Da tale riflessione l’ex ginnasta modenese lancia un ultimo appello per rendere sempre più competitivi gli atleti modenesi, sulla scia dei grandi nomi del passato. «È importante valorizzare le professionalità maturate negli anni e creare le condizioni affinché Modena possa esprimere nuovamente tutto il proprio potenziale – conclude Barbieri – diventando un punto di riferimento e un centro di eccellenza per la ginnastica».

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