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Il “Pirata” viaggia in Ape car: la statua di Pantani cambia casa e fa tappa a Frassinoro


	La statua di Pantani portata in Ape da Montefiorino a Frassinoro
La statua di Pantani portata in Ape da Montefiorino a Frassinoro

La scultura in acciaio realizzata da Gianclaudio Cervetti e dedicata al campione del ciclismo si è spostata al Centro Biathlon ad un anno dall’inaugurazione a Montefiorino e dal debutto del circuito in Appennino

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FRASSINORO. Ad un anno dalla inaugurazione del circuito dedicato a Marco Pantani, che si snoda per 72 chilometri passando per Montefiorino e Frassinoro, l’Appennino ha vissuto nello scorso fine settimana una nuova iniziativa per celebrare il “Pirata”. Domenica, infatti, la statua in acciaio del leggendario ciclista, ad opera dello scultore Gianclaudio Cervetti, che era stata posizionata il 2 agosto scorso a segnalare l’inizio del tracciato, è stata spostata per la prima volta da Montefiorino, come primo atto di una tradizione destinata a durare negli anni.

La nuova casa della statua

La nuova casa della scultura di Pantani diventa il Centro Biathlon di Frassinoro e a trasportarla è stata un’Ape car, visto che, nello stesso giorno, si è svolto l’evento “Montefiorino in Ape” in cui gli appassionati di ciclomotori provenienti da tutta Italia potranno percorrere il circuito ciclistico. L’anno prossimo poi ci si potrà aspettare la stessa iniziativa: l’idea infatti è quella di inaugurare il concetto di statua itinerante, che ogni 1° agosto venga spostata da Montefiorino a Frassinoro e viceversa, per permettere la corretta alternanza tra i due paesi. Nello spazio che rimarrà vuoto nei giorni in cui il "Pirata" si troverà nell’altro Comune verrà posto un cartello che ricorderà la storia della leggenda di Pantani, raccontando cosa lo lega e questo territorio.

Il “Pirata” e Nello Trogi

Per capirlo è necessario fare un salto indietro nel tempo di 41 anni. Il 4 agosto 1985 infatti quando Pantani era solo un 15enne, iscritto alla gara Maranello-Montefiorino con il gruppo sportivo Coppi di Cesenatico, mostrò il suo talento staccando tutti gli altri partecipanti in salita e tagliando da solo il traguardo. Per lui quella fu solo la prima di tante imprese che lo portarono fino all’Olimpo del ciclismo quando, nel 1998, riuscì a vincere nello stesso anno il Giro d’Italia e il Tour de France. Ad essere ricordato sarà anche Nello Trogi, ciclista originario di Piandelagotti, che l’8 maggio 1937 vinse la prima tappa del 25esimo Giro d’Italia, la Milano-Torino, diventando il primo modenese ad aggiudicarsi una tappa e a indossare la maglia rosa. Un campione dimenticato troppo presto, anche a causa della morte avvenuta durante la seconda guerra mondiale, e a cui è stata dedicata una vetta del circuito inaugurato l’anno scorso, la “Cima Trogi”.

Il percorso del Circuito Pantani

Il percorso del Circuito Pantani prende il via dagli 800 metri di altitudine di Montefiorino, dove la strada sale subito verso il territorio di Frassinoro; superato il santuario della Madonna di Riccovolto si raggiunge la località La Raggia, il tracciato prosegue svoltando a sinistra quando si incrocia con la Giardini, la strada scende attraversando i borghi di Riccovolto, Cargedolo, Spervara e Sassatella fino al bivio per Casola. Da qui la strada torna a salire, fino a La Verna dove si rientra sulla Provinciale 32 per un secondo giro. Infine, al secondo passaggio dal bivio per Casola, si passa oltre continuando sulla via Giardini per rientrare a Montefiorino. 

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