Il ritorno di Adriana Serra Zanetti: «Rivivrò lo Us Open»
La campionessa modenese commenterà il torneo americano in tv: «In campo la mia esperienza, spero che avanzino tanti italiani»
MODENA. Nel 2002 fu la prima italiana a conquistare i quarti di finale dell’Australian Open. A Melbourne la cavalcata trionfale di Adriana Serra Zanetti si interruppe soltanto contro una leggenda del calibro di Martina Hingis. A distanza di oltre 24 anni, l’ex tennista modenese torna protagonista in uno Slam, ma stavolta in cabina di commento: sarà una delle voci che accompagnerà gli appassionati di tennis allo Us Open, al via domenica 30 agosto.
«Sono felice, ma rimango una tipa da campo»
«Già lo scorso anno Supertennis mi aveva proposto di commentare questo torneo, ma non è stato possibile perché avevo già in programma di recarmi a New York – racconta Serra Zanetti – Ma la mia avventura da commentatrice è stata soltanto rimandata. Quest’anno sarò al commento tecnico dello Us Open. Avrò l’onore di raccontare due match al giorno, accompagnata dai miei abilissimi colleghi». L’ex tennista modenese si unisce così alla squadra di Supertennis: sarà lei a raccontare lo slam statunitense. Non si tratta, però, di un esordio assoluto per Serra Zanetti: già 15 anni fa, appena finita la carriera sui campi, ha rivestito le vesti di commentatrice per qualche settimana.
«Sono davvero felice di questa possibilità, ma io rimango una “tipa da campo” – prosegue – Il mio lavoro principale è nel circolo Tennis Modena accanto ai giovani tennisti alle prime armi. Sono ugualmente onorata della scelta di Supertennis, che mi ha selezionato per il commento dello Us Open. Metterò a disposizione tutta la mia esperienza tecnica durante il commento degli incontri, nella speranza che gli italiani possano andare più avanti possibile».
L’Italia è orfana di Sinner? Non disperiamo
Negli ultimi giorni ha fatto notizia il forfait di Jannik Sinner, numero 1 del mondo e fresco vincitore di Wimbledon. Nonostante tutto, ci sono tanti altri nomi di giocatori azzurri che possono dire la loro a Flushing Meadows: da Lorenzo Musetti a Flavio Cobolli, che ha ritoccato il suo best ranking grazie al risultato di Cincinnati, piazzandosi in sesta posizione mondiale, fino a Jasmine Paolini e Tyra Grant nel femminile.
«Chi, fra i tennisti in corsa a New York, mi piacerebbe particolarmente commentare? Non ho in mente un singolo nome, ma spero di potermi occupare di tanti match con italiani in campo – replica – perché questo significherebbe che sono andati lontano nel torneo. Il problema fisico di Sinner ci ha privato di quello che, con ogni probabilità, sarebbe stato fra i protagonisti assoluti. È vero, i successi del tennis maschile sono quelli che fanno più clamore, ma anche molte azzurre possono fare bene. Jasmine Paolini quest’anno è stata limitata dai problemi fisici ma, se dovesse recuperare un buono stato di forma, potrebbe tornare protagonista già a New York. Sono rimasta impressionata anche dalla giovane Tyra Grant, che gioca un tennis aggressivo e molto moderno. Sicuramente la speranza è che presto possa fare il suo ingresso nel tennis che conta».
«Oggi mi rivedo in Paolini»
Poi Serra Zanetti ha dedicato un rapido ricordo alla sua carriera in campo, dove ha ottenuto piazzamenti straordinari stabilendosi in 38ª posizione proprio dopo la sua storica cavalcata a Melbourne: «Due tornei mi sono rimasti nel cuore: gli Internazionali d’Italia del ’94, quando, appena diciottenne, ho raggiunto i quarti partendo dalle qualificazioni, e l’Australian Open del 2002. Ancora oggi, rileggendo il tabellone dello slam australiano, mi vengono i brividi ritrovando il mio nome in mezzo a quello di leggende così importanti per il nostro sport. Il mio stile di gioco si è praticamente estinto: una volta era facile ritrovare tenniste dal dritto bimane ai massimi livelli, come Monica Seles (ha raggiunto la prima posizione del ranking, portandosi a casa 9 titoli del Grande Slam, ndr). Oggi mi rivedo principalmente in Paolini, giocatrice estremamente aggressiva ma, come me, non dotata di una statura fisica straordinaria. In campo puntavo molto sulla grinta e ritrovo in molte tenniste italiane questa mia caratteristica».
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