La metamorfosi di Caso: da incompreso ad arma letale del Modena
Ceduto dopo gli attriti con Sottil, l’attaccante è tornato per giocare nel suo ruolo con Galloppa
MODENA. Giornalisticamente scrivendo, la storia di Giuseppe Caso sembrerebbe quella perfetta del figliol prodigo. Purtroppo non la possiamo vendere così, perché nella famosa parabola del Vangelo il figliol prodigo, cioè scialacquatore e con la mani bucate, da casa se n’era andato per sua decisione dopo avere preteso la sua parte di eredità in anticipo, che puntualmente si era poi mangiata tutta, prima di tornare pentito alla casa paterna.
Giuseppe nostro invece da casa sua, il Modena Calcio, non se ne sarebbe mai andato, se non si fosse trovato in una situazione molto difficile e frustrante: nel girone d’andata dello scorso campionato in 20 partite gli erano stati concessi soltanto 16 minuti in campo. Tra l’altro in quel di Cesena, dove, ironia della coincidenza, un anno prima aveva debuttato con la maglia del Modena, e dove gli era bastata meno di mezz’ora per fornire un assist al bacio, destinatario Pedro Mendes che aveva portato in vantaggio i gialli.
Al Modena grazie a Bisoli
Nell’estate del 2024 era stato uno degli acquisti più onerosi, 1,4 milioni secondo i siti specializzati, della gestione-Rivetti, fortemente voluto da Bisoli, allora allenatore dei gialli, che ricordava: «Quando l’ho avuto nel Cosenza, era stato determinante nella salvezza della squadra».
Una valutazione che trova conferma nei dati di Giuseppe in quella stagione di B 21/22: 37 presenze, per oltre 2.500 minuti, con 5 gol e altrettanti assist. Nella prima stagione all’ombra della Ghirlandina, cominciata a rilento per essere arrivato a campionato già iniziato e con una preparazione da completare per il disaccordo col Frosinone, aveva totalizzato 30 presenze con 5 gol e 3 assist.
Purtroppo, con l’arrivo sulla panchina di Sottil, soprattutto per motivi tattici sembrava non esserci più spazio per lui, che era rinato da gennaio di questo anno col prestito al Monza, diventando uno dei protagonisti della promozione in A dei brianzoli, con 2 gol e 3 assist. Non essendo stato riscattato dal Monza, Caso è rientrato alla base gialloblù, dove cade come il cacio sui maccheroni nella struttura tattica di Galloppa, che prevede due o tre trequartisti, chiamiamoli così, alle spalle della punta.
«Sono contentissimo di essere a Modena»
Nel precampionato e già dalla prima gara di campionato Caso ha mostrato di trovarsi molto bene in questo Modena: a Benevento è stato vivace già nel primo tempo con un tiro parato, poi nella ripresa ha iniziato e chiuso l’azione del gol della vittoria. E’ lui infatti che parte da quella che è casa sua, cioè la fascia sinistra, si accentra, palla ad Ambrosino, poi a Bianco che tira, e sulla respinta del portiere piomba Caso che era già andato lì in agguato.
Nel dopopartita ha rinunciato a togliersi eventuali sassolini dalle scarpe, dichiarando: «Il rapporto col Modena dopo lo scorso anno? Sono convinto dal primo giorno in cui sono stato acquistato da Rivetti. Non c’è niente da riallacciare con nessuno, perché sono contentissimo di essere qui. Sono contento di ricevere parole di stima e che venga riconosciuto anche il ruolo dei giocatori che puntano l’uomo, che ultimamente nel calcio è stato un po' emarginato». Una difesa della… specie a rischio estinzione?
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