Berardi si è già ripreso il Sassuolo: «Rieccomi dopo tanta sfortuna»
Il capitano neroverde ha deciso la sfida con il Torino con il suo 131° gol in Serie A al rientro in campo dopo l’infortunio: «Nell’ultimo mese ho lavorato sodo per recuperare dal problema alla caviglia. Aquilani bravo anche come allenatore. Volpato? Ha delle qualità enormi»
SASSUOLO. Non c’è niente da fare, la verità è che nel calcio, come in tutti gli altri sport, ci sono atleti che hanno qualcosa di diverso. La si può chiamare stoffa, aura, stimmate del campione o in qualunque altro modo si vuole, ma si tratta semplicemente della capacità indirizzare le partite, apparentemente senza sforzo, con la naturalezza di chi, in fondo, non sta facendo niente di che, sta solo calciando un pallone. Che il presente glielo riconosca o meno, Domenico Berardi fa parte di questa categoria e sabato ha dato l’ennesima dimostrazione del fatto che il Sassuolo potrà scovare tutti i giovani talenti del mondo, e per fortuna che lo fa, ma uno come lui non ricapita, perché alla lotteria non si vince più di una volta, anche se hai il coraggio di comprare il biglietto. A scaldare i cuori non è tanto l’esecuzione del gol, apparentemente facile ed è proprio questa la sua forza, ma la sensazione che con lui in campo sia tutto diverso. E d’altronde che il suo nome sia scolpito nella storia lo dicono i numeri: sesto marcatore all time in Serie A con una sola maglia con 131 reti, superato il campione del Bologna Ezio Pascutti. Meglio di lui solo Francesco Totti, Alessandro Del Piero, Gianpiero Boniperti, Gigi Riva e Lautaro Martinez, insomma una compagnia da fare girare la testa e che lo colloca nell’olimpo delle bandiere del calcio italiano.
Con soli 20 minuti nelle gambe e dopo aver saltato quasi tutta la preparazione estiva per un problema alla caviglia era prevedibile vedere un Berardi in difficoltà fisica, e invece il capitano neroverde ha di nuovo stupito. «Vengo da un periodo un po' sfortunato, mi portavo dietro un infortunio alla caviglia destra, sono riuscito a lavorare sodo queste quattro settimane e sono tornato. Sono contento di come stava lavorando la squadra, stiamo facendo bene e dobbiamo continuare così». Questo il suo commento alla fine della partita, prima di soffermarsi su Aquilani: «Io con il mister ci ho anche giocato insieme, aveva grandi qualità. Ora è qui da noi, ha cercato di inculcarci la sua idea e ci sta riuscendo, dobbiamo lavorare sodo e continuare così». Un attestato di stima che lo stesso allenatore del Sassuolo gli ha restituito in conferenza stampa: «A Berardi glielo ho detto dal primo giorno, spero possa tornare in Nazionale perché Mancini apprezza quel tipo di giocatore e mi auguro di poterlo aiutare in questo». La maglia azzurra, si sa, resta un sogno mai abbandonato da Berardi che, giustamente, non ha mai smesso di sperare in una nuova possibilità con la Nazionale. Certo, arrivato a questo punto della carriera e con la consapevolezza di avere contribuito a portare a Roma uno dei sei grandi trofei della storia dell’Italia, il numero 10 neroverde può continuare a viversi il momento delle convocazioni con grande serenità. Ma che Mancini lo stimi è risaputo, e non a caso ad Euro 2021 lo scelse come titolare sulla destra, per questo, se anche una chiamata per la pausa per le nazionali di fine settembre potrebbe non arrivare, è giusto continuare a sperarci a suon di gol decisivi e di giocate d’autore.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

