Olzer trascina il Modena e strega la Serie B: «Mamma si è convinta, meglio calciatore che pallavolista»
Ama Kakà e imita Ilicic: col suo magico mancino il fantasista canarino ha incantato lo “ Zini” rifilando una doppietta da cinema. Ma da giovane giocava a pallavolo a Trento con Michieletto. La sua gioia: «Serata fantastica»
MODENA. Nel luna park che il Modena venerdì sera ha piazzato nel bel mezzo del campo dello stadio Zini di Cremona, tra luci e suoni seducenti, è stata la giostra di Giacomo Olzer il blockbuster di serata. Per la verità, sono state tante le attrazioni entusiasmanti in una schiacciante vittoria corale: quella di Brugman, poi Caso, Ambrosino ma come dimenticare pure Santoro e Bianco nella loro essenziale concretezza. Però non c’è dubbio che il kolossal di una notte memorabile è stato proprio quello proposto dal trequartista trentino. Roba da Oscar. Effetti speciali stupefacenti con due gol che hanno finito per lasciare tutti a bocca aperta. Olzer è l’uomo del giorno. La naturalezza con la quale il giocatore canarino ha commentato la sua impresa, è questione genetica. Quel mancino viene da una terra dove si va in salita e nella quale quando arriva il momento della discesa non ci si illude troppo perché è profonda la consapevolezza che dopo ci sarà di nuovo da sgobbare per ritornare in cima. La storia dei suoi infortuni, sempre superati, sono la prova di quella tenacia. Che un pallavolista mancato, ex compagno di squadra di Alessandro Michieletto, potesse fare in fretta ad ambientarsi nella città del volley, anche se in pianura, era forse scritto nel destino. Così come sono forti i sospetti che la facilità disarmante e sublime di quel controllo di sinistro sulla palla alzata da Brugman nel primo gol dello Zini venga proprio dalla dote lasciata dal primo amore sportivo di Olzer: quella capacità di guardare in aria e leggere la traiettoria non è casuale. Di certo la seconda rete è ormai un marchio di fabbrica di questo talento moriano, perché il comune è quello di Mori, classe 2001. Con buona pace della mamma, giocatrice e allenatrice di pallavolo, amica personale di Andrea Sartoretti, che per Giacomo avrebbe voluto un futuro sottorete e che venerdì sera era allo Zini con tutta la famiglia. «Sotto i seicento chilometri viene sempre - ha spiegato col sorriso Olzer a fine gara - ormai è da un pezzo che si è convinta che il calcio è il mio sport. Non era sicura del fatto che sarei riuscito a giocare a calcio a livelli importanti ma adesso si è dovuta ricredere - aggiunge lasciandosi andare ad una risata sincera. Anche stasera a Cremona era qui con tanti miei parenti, una serata felice per tutti». Sono lontani i danni fatti nella piazzetta di Noarna in Vallagarina. Perché quel sinistro ha avuto ben presto bisogno della copertura assicurativa del papà: a otto anni, visto che in paese non c’era un campo da calcio, Olzer giocava in piazza e con un siluro, neanche a dirlo di sinistro, sfondò il vetro di una macchina. Il richiamo del pallone, quello con i pentagoni, è arrivato prestissimo tanto che nell’esordio nelle squadre giovanili del Pomarolo già a tre anni e mezzo (!), fu costretto a barare un po’ sull’età spacciandosi per più grandicello grazie anche a qualche centimetro in più degli altri. Da milanista, fede calcistica abbracciata grazie ad uno zio che lo portò a vedere un Milan-Verona in gran parte passato dormendo ma sufficiente per sentirsi rossonero, Olzer non può dimenticare il rinnovo di contratto col Milan del 2021 firmato tra Massara e Paolo Maldini che dopo averlo preso dal Chievo non vollero lasciarselo scappare. Del Piero è stato il primo da imitare, Kaka l’idolo di sempre. Però è Josip Ilicic il modello da studiare e ristudiare, l’aula lo stadio di Bergamo dove Olzer va per prendere lezione su come rendere quel sinistro sempre più micidiale. La pubalgia di Brescia, costata un’operazione, il setto nasale rotto e i guai al ginocchio di Pescara sono quelle rampe del destino superate a testa bassa. A rubare gli occhi ad Andrea Catellani forse fu un gol alla Spal, quando Olzer era al Brescia, o magari quello segnato al Modena con la maglia del Pescara giusto un anno fa. Quel mancino che ha illuminato Cremona di certo ha stregato i tifosi gialloblù.
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