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Brugman esalta il Modena: «Possiamo crescere tanto»

di Andrea Lolli

	Gaston Brugman, regista del Modena
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Gaston Brugman, regista del Modena

Il regista gialloblù: «Abbiamo un gruppo sano e unito con un mix di giovani ed esperti»

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MODENA. Dall’Uruguay a Modena, passando per tante altre piazze italiane, per la Spagna e gli Stati Uniti. Gaston Brugman porta con sé qualità ed esperienza che ha messo in mostra in questo primo stralcio di stagione in gialloblù.

«Sorpreso dall’unione nel Modena»

Il centrocampista sudamericano ha diretto l’undici di Galloppa in un avvio di campionato con tante luci, ma ora viene il difficile perché l’obiettivo è quello di crescere: «Le aspettative erano alte e non sapevamo come avremmo potuto reagire ad un inizio con tante partite fuori casa. In realtà la squadra c’è stata e secondo me non ha meritato di perdere in nessuna occasione. Credo anche ci sia un margine di miglioramento molto ampio e la cosa più bella è che dentro il gruppo c’è quella voglia di dimostrare ad ogni allenamento che non ci sono undici titolari e tutti possono giocare. Questa è la sana competizione che è fondamentale».

Brugman ha scelto il Modena per giocarsi una delle ultime chance importanti in carriera e ad un paio di mesi distanza dall’inizio della stagione il bilancio è assolutamente positivo: «Sapevo di inserirmi in mezzo a tanti ragazzi sani, però mi ha sorpreso l’unione che c’è. A volte è facile dirlo, ma siamo davvero tutti sulla stessa linea e questa è la cosa che davvero mi ha maggiormente colpito. Siamo una squadra con un mix di giovani ed esperti, dove i giovani sono bravi ad ascoltare e copiare quel che fanno o dicono i più grandi».

«Belotti ha una forza incredibile»

Mister Galloppa ha proposto un centrocampo a due soprattutto nel precampionato per poi virare sulla linea a tre, ma per il regista sudamericano non c’è differenza: «In carriera ho giocato in entrambi i modi e ho sempre fatto il regista in tutte le mie squadre. Negli ultimi anni si è giocato di più a due, ma mi trovo bene in entrambe le situazioni e dopo questa prima parte di campionato sono contento, ma penso di poter dare ancora di più alla squadra».

Il tema principale di questa sosta, però, è legato all’ingresso dei canarini al Nido, una struttura che ha stupito anche giocatori esperti come Brugman: «Entrare nel nuovo centro sportivo è stato fantastico, c’è un’atmosfera bellissima e poi si vede che essendo nuovo ci sono cose da migliorare, ma le condividiamo tutti insieme e anche questo compatta il gruppo, dai giocatori allo staff. La società ha fatto una cosa incredibile, un modello da seguire e questo è bello perché dà l’idea della voglia che ha la famiglia Rivetti di crescere anche con il settore giovanile e a tutto campo».

Fresco negli occhi di tutti anche l’esordio casalingo e l’eurogol di Andrea Belotti, accolto alla grande dal gruppo. «E’ arrivato con una forza incredibile - racconta sempre l’uruguaiano -, si è messo a disposizione della squadra ed è uno di quelli che lavora di più, primo ad arrivare e ultimo ad andarsene. Ha una fame che si vede ed anche in spogliatoio è sempre positivo, cercando di evidenziare le cose giuste da fare. Per noi è una persona molto importante fuori dal campo e dentro è in grado di fare magie come quella con l’Empoli che ti sbloccano le partite. Sono molto contento che sia qui e dobbiamo godercelo».

All'orizzonte, però, si staglia fra una decina di giorni la ripresa del campionato e Brugman fa il punto della situazione con grande fiducia: «Non ho mai avuto una sosta così lunga nelle mie stagioni in Serie B e si vedrà cosa può comportare. Noi l'affrontiamo con amichevoli e con qualche giorno libero che ci voleva dopo cinque giornate anche per risolvere qualche problemino. Abbiamo lavorato benissimo a livello fisico e stiamo lavorando anche su alcune cose che si possono migliorare in campo, poi la partita è un’altra cosa e vedremo, ma la squadra è in forma e ha fatto il massimo». 

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