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Sassuolo, guarda Cinquegrano: da punta a terzino titolare

di Valentina Spezzani

	Simone Cinquegrano con un tifoso del Sassuolo
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Simone Cinquegrano con un tifoso del Sassuolo

Merito di Cascione, ex mister dell’Under 18 neroverde che gli ha cambiato ruolo

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SASSUOLO. Sotto i suoi post su Instagram, i “fantallenatori” gli chiedono di continuare a giocare bene come ha fatto fin qui, chissà in quanti gli avrebbero chiesto di segnare il più possibile se Emmanuel Cascione non avesse avuto un'intuizione importante.

«Era un animale»

Sì, perché Simone Cinquegrano, ora brillante terzino destro, nasce attaccante. A portarlo sulla fascia è stato proprio il suo allenatore all'Under 18 neroverde: «Gli ho cambiato la vita. Lo dico con ironia, però è la verità», ha raccontato alla Gazzetta dello Sport il mister. In effetti probabilmente è così, visto che in quel ruolo il giocatore ha trovato fortuna, prima nel settore giovanile, con la Primavera del Sassuolo ha vinto Scudetto e Supercoppa, poi in Serie C con Rimini e Inter U23, e ora in Serie A.

«Fisicamente era un animale», questa la descrizione di Cascione, che trova conferme: Cinquegrano finora è uno degli irrinunciabili di Aquilani e gioca sempre novanta minuti senza mai dare cenni di stanchezza. I ritmi della massima categoria sono stati assimilati da subito e non si può dire che si risparmi, il fatto che in passato sia stato un attaccante ha lasciato il segno, perché il ragazzo è quello che si può definire un terzino di spinta, non si limita a difendere ma sale con continuità.

Vinta la concorrenza di Van Der Brempt

A testimonianza dell'alto livello di gradimento del giocatore, anche il fatto che Van Der Brempt, preso per ricoprire lo stesso ruolo, abbia all'attivo solo 35 minuti in Coppa Italia contro il Frosinone. Cinquegrano è la sorpresa di questo Sassuolo, una sorpresa home made: «Questa è la politica del club, in tanti anni molti ragazzi si sono affacciati in prima squadra - le parole di Palmieri - per credere davvero nei giovani tutte le componenti devono essere allineate, dalla dirigenza al mister. Siamo consapevoli di avere giovani interessanti ma tocca anche alla bravura dell’allenatore dare loro occasioni. In Italia ci sono tanti giovani bravi e se diamo loro possibilità possiamo raccogliere i frutti».

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