Mazzini “doma” la Spartan Beast: «21 chilometri di ostacoli»
A Misano brilla nella mezza maratona di corsa tra trasporti di carichi, sospensioni e prove di equilibrio: «Disciplina che mette alla prova per scoprire i propri limiti»
MODENA. Nella storia di Modena sono tanti gli atleti che hanno fatto della disciplina sportiva il proprio lavoro. C’è anche chi, a volte, lo fa in competizioni meno riconosciute, ottenendo risultati straordinari.
È il caso di Luca Mazzini, 27enne atleta modenese che a fine settembre si è laureato campione di categoria nella Spartan Beast di Misano Adriatico. In una mezza maratona che ha coinvolto forza, resistenza e padronanza totale del corpo, Mazzini è riuscito ad arrivare in fondo da secondo (e primo di categoria), premiando la preparazione fatta durante l’anno.
Mazzini, in che cosa consiste la Spartan Beast?
«Una competizione di circa 21 chilometri con una trentina di ostacoli, che comprendono trasporti di carichi, sospensioni, prove di equilibrio e altre sfide fisiche. La gara richiede di combinare un’ottima capacità aerobica con forza, resistenza muscolare e capacità di affrontare sforzi intensi anche quando si è già affaticati».
Come ci si prepara ad una competizione simile?
«La preparazione non è stata semplice: a gennaio ho avuto un infortunio che mi ha costretto a iniziare la stagione con molta cautela. La gestione di volume e intensità è stata fondamentale: ho svolto mediamente circa sei ore di corsa a settimana, arrivando nei periodi di maggior carico fino a 80 chilometri settimanali. Alla corsa ho affiancato lavori specifici in palestra, con esercizi di forza, propriocezione e stabilità, importanti per affrontare al meglio una Spartan Race. Non ero particolarmente fiducioso, ma durante la gara ho trovato sensazioni positive. Ho superato tutti gli ostacoli senza penalità e ho conquistato il secondo posto assoluto e primo di categoria. Dopo il traguardo ero felice e soddisfatto, anche se da atleta tendo sempre a guardare al prossimo obiettivo».
Sembra una competizione molto selettiva.
«Credo che la Spartan Race possa rivolgersi a persone molto diverse tra loro. Quando ho iniziato ero un completo neofita degli sport di endurance e correre non mi piaceva affatto. La mia prima Spartan è stata un disastro ma mi sono divertito e, soprattutto, è scattata in me la voglia di migliorarmi e di mettermi alla prova. Il bello di questa disciplina è che si può iniziare gradualmente, ad esempio con una gara Open, affrontandola anche camminando e vivendola come una sfida personale. A livello agonistico servono invece una preparazione più strutturata, capacità fisiche diverse e tanta dedizione. È uno sport che richiede resistenza, forza e diverse abilità motorie, ma che può offrire a ciascuno la possibilità di mettersi alla prova e scoprire i propri limiti».
Lei ha da poco aperto anche una nuova attività: Prime Studio in via Giovanni Pascoli 62 a Soliera. Con quale obiettivo?
«Con Prime Studio voglio accompagnare le persone in un percorso che permetta loro di esprimersi al meglio e, soprattutto, di godersi l’esperienza sportiva. Mi rivolgo ad atleti principianti, intermedi e avanzati, costruendo programmi personalizzati in base alle loro capacità, alle loro esigenze e alle loro ambizioni. La parola chiave del mio metodo di lavoro è presenza. Il percorso parte sempre da una valutazione iniziale approfondita, per conoscere la persona e i suoi obiettivi. Da lì costruisco una programmazione personalizzata. Tutto ruota attorno al confronto continuo con la persona che seguo. Ho bisogno di conoscere le sue sensazioni, ascoltare eventuali difficoltà e capire come sta rispondendo al programma. L’obiettivo è costruire un programma efficace e sostenibile nel tempo. Prime Studio si rivolge anche a chi desidera migliorare il suo benessere fisico o riprendere gradualmente l’attività dopo un infortunio, attraverso percorsi personalizzati e un lavoro mirato sulle proprie esigenze».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
