United Carpi e i bimbi in campo: «Siamo come una famiglia»
Fair play con “Domenica tutti allo stadio”, l’arbitro Stano: «Non mi era mai successo»
CARPI. Sofia e Simone non hanno ancora compiuto sei anni. Sono tra i più piccoli a partecipare alle giornate “Domenica tutti allo stadio” che lo United Carpi organizza nelle gare casalinghe della prima squadra, impegnata nel girone B di Promozione.
A loro (con Matteo) è spettato il compito di accompagnare la terna arbitrale in occasione del match con lo Scandiano. Un po’ di emozione, tante risate al rifiuto di Sofia di portare il pallone della gara e via con l’ingresso in campo mano nella mano con i 25 atleti partecipanti. Le immagini dei bambini che accompagnano i calciatori in campo nelle massime serie (e nelle competizioni internazionali) sono ormai una piacevole consuetudine.
Un inedito nella Promozione modenese
Sono diversi anni che si vede negli stadi dalla Serie A alla Serie C. E gli episodi degli atleti che cedono la giacca di rappresentanza per coprire dalla pioggia e dal freddo i piccoli accompagnatori sono sempre una piacevole parentesi.
Quando però tutto questo accade in una gara del girone B di Promozione, in una piccola frazione di Carpi come San Marino, e lo stesso arbitro ha la premura di coprire le orecchie alla sua piccola mascotte al fischio di saluto, torna alla mente quel famoso detto che gli amanti del calcio ripetono spesso. Ovvero, che questo sport è decisamente migliore della sua pessima reputazione.
Stano: «Una bella immagine»
«Non mi era mai successo di fare l’ingresso in campo con dei bambini – riconosce dopo la partita il direttore di gara, Francesco Stano della sezione arbitrale di Modena – nonostante fossi molto concentrato il gesto di coprire le orecchie di Sofia mi è venuto spontaneo e, sinceramente, a rivederla è davvero una bella immagine».
I campi di provincia sono così. Croce e delizia. Gioie e dolori. Iniziative speciali e pessime pagine. Ma quando si sceglie la strada e anche gli obiettivi giusti, i risultati arrivano da soli. E sono questi: una grande partecipazione dei ragazzi del settore giovanile dello United Carpi che nelle gare casalinghe, alternando le diverse annate, accompagnano le squadre in campo. La presenza in tribuna delle famiglie per l’intera durata della gara. La consapevolezza della società di contribuire a lanciare un messaggio di fair play rafforzando, allo stesso tempo, il senso di appartenenza.
Capitan Paramatti: «Creiamo un senso di comunità»
«L’iniziativa nasce con l’obiettivo di far sentire i più piccoli parte integrante di un’unica, grande, famiglia – spiega Federico Paramatti, capitano dello United Carpi e responsabile Agonistica e Pre-agonistica del settore giovanile – Proprio con questo spirito abbiamo coinvolto nel settore giovanile diversi giocatori della prima squadra affidando loro anche il ruolo di allenatori».
In tal modo, anche la squadra assume un significato più forte e si fa sentire sempre più casa. «Coinvolgendo poi nelle gare casalinghe tutti i bambini e ragazzi, insieme alle loro famiglie, puntiamo a costruire un senso di comunità, rafforzare il legame tra tutte le componenti della società – aggiunge il capitano della squadra – e far sì che lo United Carpi non sia soltanto una squadra, ma una famiglia in cui tutti si sentano parte dello stesso progetto».
A oggi, lo United Carpi è l’unica società della provincia di Modena a prevedere per le gare interne un simile cerimoniale non obbligatorio per la categoria di appartenenza.
Per tutta la stagione, a San Marino, i bambini in rigorosa tenuta di rappresentanza accompagneranno gli atleti. Arbitri compresi. Perché davvero questo sport può essere migliore della sua pessima reputazione.
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