Modena ko a tavolino, scattano il funerale e la rabbia dei tifosi
Clamorosa protesta allo stadio Braglia dove i gialli e il Mestre si sono comunque trovati. Quattrocento tifosi si scatenano contro Caliendo, Casari e il Comune e spunta anche una bara
Una giornata funesta per il Modena Calcio, nera come il buio che circonda la società gialloblù e il calcio cittadino. Antonio Caliendo ha spazzato via 105 anni di gloriosa storia del Modena che ieri è stato costretto ad incassare la prima sconfitta a tavolino della sua vita. I gialli avrebbero dovuto affrontare il Mestre in casa nella sesta giornata di andata, ma la partita non si è potuta giocare per la mancanza di un campo di gioco. Dopo aver chiesto di nuovo ospitalità a Forlì senza riuscirci e impossibilitato a giocare al Braglia per lo sfratto che Caliendo, inadempiente col Comune, ha subito dal sindaco Muzzarelli e dalla sua amministrazione, la squadra di Capuano ha dovuto espletare la triste formalità di presentarsi allo stadio Braglia, dove era calendariata la partita, assieme all’arbitro e ai giocatori del Mestre che si sono portati a casa i tre punti.
Rabbia tra i tifosi. Erano in quattrocento infuriati contro Antonio Caliendo, Roberto Casari e anche contro il Comune. Ma la rabbia è partita soprattutto contro Caliendo che se ne è ben guardato di essere presente. Cori, insulti, una protesta che si è prolungata per circa due ore con le due squadre rinchiuse all’interno degli spogliatoti del Braglia. E' spuntata anche una bara coi colori gialloblù e il simbolo del Modena, scaricata da una macchina di Gianni Gibellini, e portata a spalla dal corteo di tifosi lungo viale Monte Kosica. Un funerale in pieno stile per il Modena di Antonio Caliendo.

