L’arte di vita e spettacolo
Studio Lorenzi: i teatrini di Manelli e le sculture di Sighinolfi
SERRAMAZZONI. Teatrini di Enrico Manelli e sculture di Paolo Sighinolfi nella mostra, fino al 3 agosto, presso lo Studio Lorenzi di Serramazzoni, in via Roma 169. Le opere di Manelli non prescindono mai dalla rappresentazione, perché nascono anche dal rapporto con la letteratura e la musica. Così cade ogni barriera tra le arti, con scene di interrelazioni culturali che abbracciano commedie e tragedie teatrali di famosi autori e opere liriche di celebri musicisti. L'artista, già docente di scenografia all'Accademia di Bologna e direttore a quella di Ravenna, sa coniugare scultura di vari materiali (legno, polisterolo) e pittura che si aggregano in nessi analogici per dare visibilità a un frammento di “Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo, e a determinare, ispirandosi ancora allo straordinario commediografo napoletano, l'ambiente di Forcella, con un agglomerato di palazzi, da dove è possibile spiare nella casa del vicino. A Bertolt Brecht rimanda “Santa Giovanna dei macelli” per indicare il difficile ruolo di una creatura mediatrice durante la crisi economica del 1929 a Chicago. Piace all'artista confrontarsi con altri nomi stranieri, come il belga Michel de Ghelderode, di cui analizza la “Ballata del gran macabro”, la stessa proposta da Manelli come scenografo, nel 1971, al Teatro “La Ribalta” di Bologna. Pure la musica viene portata a pregnanza visiva, come in una piccola scena (l'ingresso di un'osteria) della “Bohème” di Puccini. Le varie rivisitazioni si sviluppano, in questi teatrini, con una individuale energia creativa. Lucida è la consapevolezza di Sighinolfi come la scultura non possa rinunciare ad un operare antico. Occorre che l'opera trovi una giustezza d'immagine in una minuziosa elaborazione di forme. Ed è la disciplina che sottende il suo variegato bestiario che comprende un gabbiano, cavalli, colombe, camaleonti, gattini risolti con una rigorosa definizione figurativa. Può richiamare un animale anche un legno indefinito nella struttura, ma dinamico negli sviluppi formali. Si animano di pulsioni emotive le figure: da una tenera maternità alla bimba che legge e ai danzatori. Una scultura a foglia con due pesci si pone come omaggio all'artista pavullese Raffaele Biolchini, scomparsso 20 anni fa. Il disinvolto impiego di marmo, pietra, bronzo, argilla, legno non costituisce un problema per chi sa fare bene lo scultore.
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