Storia civile e religiosa per ricostruire le origini di Pavullo
PAVULLO. Uno storico e ricercatore meticoloso, Andrea Pini, e un editore, Adelmo Iaccheri, con la vocazione a far conoscere a vasto raggio la terra del Frignano, facendone oggetto di culto: una...
PAVULLO. Uno storico e ricercatore meticoloso, Andrea Pini, e un editore, Adelmo Iaccheri, con la vocazione a far conoscere a vasto raggio la terra del Frignano, facendone oggetto di culto: una perfetta collaborazione tra i due dal 1997 quando venne pubblicato “Il ponte di Olina”, primo libro della collana “Le Perle del Frignano”.
Da allora sette pubblicazioni e l'ultima perla è “Memorie ritrovate di Pavullo nel Frignano. Un intreccio di storie” che viene presentato oggi alle 10.30 nella sala consiliare del Comune di Pavullo, in occasione della rassegna “Libriamo”.
Un volume di 454 pagine (35 euro) che è costato a Pini, già docente di lettere nella scuola media, una ventina d'anni di ricerche per un racconto ad ampio respiro capace di rivelare luoghi e vicende passate e recenti. È lo sguardo penetrante, acuto del ricercatore ad organizzare, negli ultimi due anni, con una minuziosa analisi, i dati della ricerca. «C'era il rischio, nell'abbondanza di informazioni, di intrecci macchinosi. Ecco allora - dice Pini - la separazione in 12 storie, con una sintesi finale, in francese, inglese e tedesco, per ognuna di esse. Capitoli di storia civile che termina nel 1859, con la caduta del Ducato di Modena, al tempo di Francesco V, e quelli di storia religiosa che arriva fino ai nostri giorni».
Dopo accenni all'epoca romana si entra nel vivo della narrazione, con il Medioevo. E il volume (collaborazione tecnica di Tino Capone) che, ricco di immagini, in particolare del collezionista Ettore Cassanelli, assume la pienezza del documento, spesso inedito, si offre al lettore con naturalezza discorsiva e tante curiosità. Come l'ospedale dei lebbrosi di S. Lazzaro a Pavullo, nato alla fine del XII secolo, che si trasformerà in ospedale per l'assistenza ai poveri e provvedere alla dote delle ragazze in difficoltà che stavano per sposarsi, riuscendo a sostenersi con le rendite derivate dal controllo esercitato sui mercati settimanali e sulle tre fiere annuali che attiravano mercanti, ma anche visitatori, da tutte le regioni ai quali venivano date in affitto botteghe, case, terre per esporre le loro merci.
Prende rilievo l'opera di Francesco IV che fece, nei primi decenni dell'Ottocento, costruire palazzi, carceri, caserma, municipio, tribunale e chiesa per fare di Pavullo un centro moderno, cittadino e, quindi, capitale del Frignano. Gli argomenti sono tanti e di sicuro interesse, con soddisfazione dell'editore Iaccheri che sin dagli inizi della collana ha puntato «su un esperto, come Pini, in grado di affrontare in modo nuovo, originale la ricerca sul territorio, non basandosi sui soliti libri pubblicati anche in anni recenti». E la narrazione continua. Si attende per il prossimo anno il secondo volume per completare la storia civile dall'Unità d'Italia a oggi. «Un studio in profondità - sostiene l'autore - che può aiutare a far acquisire la coscienza di identità che deve ancora crearsi come comunità integrata a Pavullo».
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