Gazzetta di Modena

Le icone di un irriverente

di Michele Fuoco
Le icone di un irriverente

Alla Silmar Art Gallery la ricerca di Sferruzza Moszkowicz

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CARPI. Ha carattere onirico la pittura che Emanuele Sferruzza Moszkowicz presenta, fino al 31 agosto, presso la Dark Room SilmarArtGallery di Carpi, in via Carducci 340. “Big Time Double Hoola Data Leap” è il titolo del progetto che si compone di una serie di recenti opere inedite del giovane artista reggiano (padre italiano e madre francese). Un azzardo incomparabile di immagini che si fondono in un ambiente fantastico. Sembrano figure del mondo letterario, mitologico, del fumetto che si dispiegano in elementi simbolici, bizzarri, insoliti. Moszkowicz sembra elaborare una tensione iconografica con accostamenti trasversali, con focalizzazioni e travisamenti, per "disegnare" racconti in una costellazione di motivi, dalle molteplici varianti. Dominano mostri, figure inquietanti, alberi, libri e oggetti vari, eppure tutto sembra oscillare, con naturalezza, tra reale e irreale. Sono le regole del gioco, con capricciosi salti da una idea all'altra, da immagini ad altre che si articolano in stranezze e conoscono nuove reincarnazioni, nel desiderio e nel terrore di una nuova vita. Una sorta di «ologramma - sostiene l'artista - in grado di ricreare, proiettandolo a sua volta, un nuovo universo progressivo, vivo, infinito». I quadri a tecnica mista (carta, colla, inchiostro, acrilico, ecoline e tempera su tavola) sollecitano una interpretazione attraverso il titolo. Le parole sono un suggerimento, ma anche un motivo di maggiore ambiguità dell'opera, sempre di “imagérie” esuberante, di linguaggio irriverente. L'arte si fa evasione ma pure un modo per creare una condizione di libertà per un artista raffinato, inquieto, capriccioso. Lo dicono le sue esperienze: dagli studi all'Istituto d'Arte Toschi di Parma e all'Università di scienze applicate di Amburgo (vi entra a 17 anni) al lavoro di illustratore e alle collaborazioni nel campo della moda anche per Michiko Koshino; dai viaggi, dopo l'incidente alla mano destra, ai progetti sperimentali ("Performances Privées" con i ritratti psicologici; 200 documentari in due mesi, con il supporto sul web dei vincitori, nel 2009, del Locarno Film Festival). Personali e collettive a Parigi, Las Vegas, Torino, Vienna e New York. Nel 2012 viene selezionato, con altri artisti del "Pop Surrealismo", da Viki Lulu di Hong Kong per le mostre al Wereldmuseum di Rotterdam, alla 54a Biennale di Venezia e al Fine Arts Museum di Taichung a Taiwan.

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