Tra i paesaggi di memorie
Al Forum Artis Museum opere di nove artisti, pure stranieri
MONTESE. Nove artisti per la mostra, fino al 18 agosto, al Forum Artis Museum che ha sede nel Castello di Montese. Una rassegna, a cura di Lia Briganti e Fabio Tedeschi, che offre un articolato percorso tra opere di autori italiani (Giuliano Badaracco, Laura Gamberini, Laura Longhitano Ruffilli, Mario Magnani, Erik Normanni) e stranieri (Svitlana Itsenko, Karin Silvia Retzlaff, Marcela Vrzalava, Anny Wernert) che declinano il linguaggio in modelli formali legati alla tradizione o in un repertorio di immagini di particolare reinvenzione, più vicine alla ricerca contemporanea. Iconografia astratta è quella di Anny Wernert, nativa di Digione (Svizzera) formatasi a Parigi e New York, che libera l'immagine dall'esperienza empirica, dallo sguardo dai ghiacciai dell'Alaska. Il chiarismo di cui il forlivese Mario Magnani connota i suoi quadri ad olio dispiega veli di malinconia su una natura di cui l'artista tenta di celare intriganti e inquietanti grovigli vegetali. Ne celebra, invece, il vigore Giuliano Badaracco, di Vasto, con un cromatismo che esalta una vegetazione rigogliosa, di pienezza vitale risolta in una matericità ai limiti dell'informale. Poetica è la natura per Svitlana Itsenko che trova nella memoria del paesaggio della terra natale (l'Ucraina) una corrispondenza sentimentale. Ed è il pastello “cretoso” a farsi per la milanese Laura Longhitano Ruffilli trepida vicinanza alle campagne e ai boschi della Lombardia, i paesaggi della Sicilia (terra natale della sua famiglia) di cui godono anche il gregge e un bambino. Racconto di intimità diventa per Laura Gamberini di Forlì la natura nelle cromie che decantano i luoghi, resi carezzevoli anche nelle atmosfere. Richiami a scorci campestri e ai pendii delle colline imolesi si avvertono nelle opere a tecnica mista di Erick Normanni che riesce a caratterizzare prati, alberi, fiori, case e cielo con una prospettiva essenziale ed amonizzante. Una configurazione geometrica acquistano i paesaggi della polacca Karin Silvia Retzlaff e della cecoslovacca Marcela Vrzalava. In “isolotto lagunare” e “cartiera”, la Retzlaff approda ad una limpidezza strutturale che rende i luoghi misteriosi, di un tempo immutabile. All'interno di un vigile controllo mentale si pongono le scene (luna piena, dopo la pioggia...) della Vrzalava, costruite con un un serrato ordine architettonico che determina un'aura metafisica.
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