Tra i tesori di Palazzo ducale
Quindici personaggi ne raccontano la storia nel libro curato da Roberto Franchini
MODENA. Addentrarsi nei tesori dell’Accademia Militare. Riviverne le epoche attraverso la voce di personaggi fondamentali e simbolici per la vita stessa di Modena e, ancora, avere il piacere di sfogliare un libro curato nei minimi dettagli, sia dal punto di vista fotografico, sia della ricerca storica.
Sarà pronto ad ottobre “C’era una volta il Palazzo Ducale di Modena”, il prezioso libro edito e curato da Edizioni Artestampa di Carlo Bonacini, un fiume in piena di entusiasmo mentre attinge a piene mani dagli aneddoti e dalla storia del grande gioiello che campeggia su piazza Roma. Il volume strenna fa parte della stessa collana che lo scorso anno ha raccontato il Duomo, anche in quel caso indagando a fondo dentro e fuori la storia di uno degli edifici fulcro della tradizione geminiana.
A scrivere “C’era una volta il Palazzo Ducale di Modena” sarà una penna prestigiosissima del panorama modenese che conosce profondamente la città e il suo passato: il professor Roberto Franchini, presidente della Fondazione San Carlo. Inoltre, compongono il gruppo di lavoro quattro giovani storici, prevalentemente modenesi ad eccezione di un reggiano, raggruppati nella Equipe sperimentale storica. L’Equipe sta effettuando i riscontri sul materiale ritrovato e analizzato, nonchè l’acquisizione delle immagini inedite, grazie alla collaborazione del generale dell’Accademia Maurizio Lauro.
«L’idea di proseguire la collana con la storia del Palazzo Ducale è piaciuta subito al Comandante Giuseppenicola Tota nel quale abbiamo ritrovato la massima apertura e disponibilità - commenta l’editore Carlo Bonacini - Insieme al Comandante, da più di tre mesi, entriamo in Accademia per riscoprirne gli aspetti inediti e i passaggi segreti non inclusi nei percorsi turistici standard conosciuti ai più. Nel nostro percorso di ricerca siamo partiti dall’alto, più precisamente dai tetti. E ci siamo soffermati sui dettagli. Ad esempio, c’è un meccanismo che permette di calare i due lampadari che si trovano nel salone d’onore. Si tratta di un’operazione molto delicata, in cui una squadra dentro al salone dirige la discesa perché non si accavallino fili e tiranti. Quest’operazione avrebbe potuto essere fatta in modo molto diverso qualche anno fa, senza l’ausilio della tecnologia a nostra disposizione oggi, ed è suggestivo quindi immaginarsi il prima e il dopo di questa cosa».
Altra chicca che renderà avvincente trovarsi tra le mani questo libro: saranno quindici personaggi a raccontare il Palazzo Ducale. E non saranno personaggi qualsiasi, bensì nomi che hanno accompagnato Modena in diversi tratti del suo cammino fino ad oggi e, come annuncia la sorpresa finale del volume, verso il futuro. «Si susseguiranno nel raccontare l’Accademia: Francesco I; Bartolomeo Avanzini; Laura Martinozzi, moglie di uno dei duchi, rimasta vedova a 21 anni. Fu lei a portare avanti il Ducato e fece costruire la Caserma Montecuccoli, oltre ad un convento in cui vissero le suore dell’ordine delle Visitandine, ore trasferite a Baggiovara - prosegue Bonacini - Gli altri personaggi che racconteranno Palazzo Ducale saranno: Francesco II; Ludovico Antonio Muratori; Carlo Goldoni; Francesco III; Napoleone Bonaparte; gli Austro-Estensi; Ciro Menotti; Carlo Luigi Farini; Manfredo Fanti; Edmondo De Amicis che, non tutti lo sanno, entrò in Accademia nel 1863; la fotografia attraverso il grande occhio di fotografi quali Orlandini; i Savoia e il fascismo e, alla fine, il Comandante che verrà».
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