Se l’artista ha grande talento
A Palazzo Piella dipinti, sculture, progetti, poesie di Simonini
CASTELFRANCO. Non finirà mai di stupire la quantità di materiali che Antonio Celeste Simonini (1927 - 2007) ha lasciato, per la genialità che ha saputo esprimere in campi diversi. Si cerca di mettere ordine nella varietà della sua straordinaria produzione, custodita soprattutto dal fratello Enrico e che in parte viene esposta fino al 21 settembre a Palazzo Piella, sede del Museo Archeologico che porta il nome dell'artista. Un Museo in cui è confluito materiale della Raccolta Civica che lo stesso Simonini aveva creato negli anni Settanta e arricchito nel tempo. A lui si deve pure il patrimonio di oggetti del Museo della Civiltà Contadina di Villa Sorra, con la donazione di 9 mila pezzi provenienti dalla sua bottega di antiquariato sulla via Emilia a Castelfranco. E proprio la cessazione dell'attività di antiquariato lo portava a vivere a Piumazzo nella casa di campagna della sua famiglia, continuando a lavorare con un eccezionale fervore creativo. Così si continua a guardare con ammirazione al suo talento che la mostra, a cura dell'architetto Andrea Capelli, mette in luce nelle sale di Palazzo Piella attraverso pitture, sculture, ceramiche, incisioni, diari, quaderni, ma anche studi sul territorio registrato in agende di sintesi di disegni e pagine scritte. Planimetrie con borghi, strade, case, castelli, architetture, percorsi di fiumi, l'archeologia con zone di scavi, reperti. Una dovizia sbalorditiva di elementi che manifesta lo sguardo acuto e la capacità di traduzione immediata sul foglio con un segno libero, ma sempre sicuro, a partire dai primi anni Quaranta, come evidenzia una serie di disegni di quel periodo. Le pagelle e il libretto indicano il percorso di studi dalle elementari. al Liceo scientifico Tassoni e all'Accademia di Belle Arti di Bologna, dove gli erano maestri Morandi, Guidi e Mandelli. I quadri con figura di famiglia rivelano anche immagini sul retro, indicando che le difficoltà finanziarie inducevano l'artista a impiegare la tela "double face". Sorprendono i suoi progetti di marchi pubblicitari di prodotti locali, alcuni tuttora utilizzati; di arredi per negozi. E ancora: fotografie, scarabocchi, poesie, racconti, articoli che inducono ad una riflessione sul sistema di rapporti tra differenti linguaggi che Simonini impiegava con disinvoltura. All'inaugurazione della mostra anche l'assessore alla cultura Samantha Mazzoli.
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