Una serata da incorniciare in nome di Luciano Pavarotti
Soddisfatta e commossa la moglie Nicoletta. Le parole toccanti del sindaco Signorini stigmatizza l’assenza delle grandi tivù. Ora la sfida del museo
MODENA. Una serata magica, quella di sabato in piazza Grande patrimonio mondiale Unesco, ad ascoltare poesie e musica dedicati alla pace e al ricordo di Luciano Pavarotti, anche ambasciatore Onu per la pace. I presenti, tra i quali tanti “vip” modenesi, non sono rimasti delusi poiché lo spettacolo “diretto” da Milly Carlucci e dal maestro Aldo Sisillo con l'orchestra dell'Opera italiana non ha tradito le aspettative. Sul palco, per oltre due ore, è stato infatti un susseguirsi di giovani tenori, attrici e attori, musicisti, amici di Big Luciano che hanno portato un ricordo della sua grande umanità, un vero e proprio biglietto da visita della “modenesità” nel mondo. Tra gli amici di vecchia data - forse qualcuno si stupirà - ha dato un saluto alla platea Alfonso Signorini, direttore del settimanale berlusconiano “Chi”. Signorini ha raccontato come fece ad avere, nei primi anni Novanta, una intervista esclusiva con il Tenorissimo - apparsa poi sulla prima di Repubblica - dopo che, pochi minuti prima, aveva sollevato una polemica sul fatto che lo spettacolo non sia stato oggetti di attenzione da parte delle televisioni. «Trovo vergognoso - ha spiegato ai giornalisti - che né la Rai né Mediaset abbiano trasmesso questa serata in ricordo di un grande uomo». Poi spazio allo spettacolo, organizzato da Fondazione Pavarotti e Comune, veramente di alto livello e in effetti meritevole di una prima serata tv.
Emozionata e contenta Nicoletta, moglie di Pavarotti: «Per me - ha detto - una serata bellissima, densa di emozioni e di significato, vera. Credo siamo riusciti a rendere tributo alle due vocazioni di Luciano, quella artistica, con la musica e i giovani, e quella umanitaria, di chi sa spendersi per una causa che va oltre lo spettacolo e le due ore in cui ci si ritrova tutti insieme. Chi ha partecipato sul palco lo ha fatto davvero col cuore. Un ringraziamento per tutti a Milly, che ha testimoniato ancora una volta il suo affetto, stima e amicizia a Luciano. Per me una serata da incorniciare». Da brividi le performance di Raphael Gualazzi (ha cantato Imagine di Lennon, Blowing in the wind di Dylan, Miss Sarajevo di Bono) e davvero “in palla” i sette tenori tra cui spiccava Jenish Ysmanov, così come precisi sono stati Isabella Ferrari, Daniele Pecci, Giulio Scarpati alle prese con la non semplice recitazione di poesie dedicate alla pace di Wislawa Szymborska, Bertold Brecht, Pablo Neruda.
Al termine dello spettacolo, prima della proiezione di frammenti di un vecchio concerto di Lucianone in piazza Grande, sul palco anche il sindaco Gian Carlo Muzzarelli che oltre a ricordare Lella, la sorella di Pavarotti scomparsa pochi mesi fa, ha spiegato: «La musica porta emozioni in tutti noi e dobbiamo essere grati a una figura come il modenese Pavarotti che oltre alla voce utilizzava la sua fama a favore di chi è in difficoltà nel mondo. Noi a Modena, che ricordo essere medaglia d'oro dai tempi della seconda guerra mondiale, sappiamo bene che cosa significa soffrire. E per questo apprezziamo ancora di più il messaggio del maestro». Sulle note delle migliori arie cantate dal maestro la gente ha lasciato la piazza soddisfatta. Ora Comune, Mantovani e altri soggetti cittadini sono di fronte a una nuova sfida: il futuro museo Pavarotti.
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