Otto secoli di storia del culto di S.Geminiano
Il Museo del Duomo rinnova l’allestimento, con sculture e preziosi manufatti in oro e argento
MODENA. Il museo del Duomo in via Lanfranco si rinnova e dedica nel nuovo allestimento le prime due sale alla star della storia della Cattedrale, dunque della città, il santo patrono Geminiano la cui tomba è ancora custodita nella cripta.
Per ora è stata allestita la mostra “La Gloria del Santo. Culto e immagine di San Geminiano a Modena dal Medioevo all'Ottocento”, curata da Giovanna Caselgrandi, Francesca Fontana e Simona Roversi che proseguirà fino al 14 giugno, ma c'è la sensazione che le prime sale del centro espositivo vadano dedicate appunto al vescovo Geminiano.
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Nella prima sala del percorso espositivo sono raccolte le opere principali, a partire dall'altarolo portatile: si tratta della semplice lastra marmorea, sottilissima, appartenuta a San Geminiano vissuto tra il 312 e il 397 d.C.
L'allora vescovo secondo la tradizione predicava in giro dopo che questo semplice pezzo di pietra era stato consacrato: l'opera venne poi inserita nella sua tomba e nel 1106 la contessa Matilde di Canossa volle fosse montata sull'attuale struttura.
A fianco dell'altarolo è esposta per la prima volta parte del corredo funebre - piccoli anelli e monete inserite nella tomba dai devoti - oltre a due splendidi codici dell'Archivio Capitolare modenese come “La Relatio” e “L'evangelistario”.
Non mancano una meravigliosa statua in rame del santo con una attenta decorazione del ciclo dei mesi, realizzata nel 1376 e in precedenza conservata presso la Porta Regia del Duomo, e una tela seicentesca.
Nella seconda sala sono presenti una serie di opere ottocentesche sempre dedicate al santo ma anche manufatti risalenti al XIV secolo come il calice di San Geminiano. Da visitare anche l'Archivio capitolare a pochi metri dopo sono conservati numerosi codici.
«Questo ammodernamento che abbiamo compiuto in occasione della mostra - spiegano le tre giovani curatrici - si propone come momento di riflessione e di analisi su una serie di materiali che già fanno parte delle collezioni museali di questa istituzione nata nel 2000. Questi oggetti non sempre sono stati messi in relazione tra loro come facciamo in occasione del festival Filosofia e analizzati come abbiamo fatto dopo questa attenta selezione. Da tempo il museo è inoltre dotato di un'aula didattica destinata a laboratori per le scuole, inoltre abbiamo predisposto percorsi tematici per approfondire le opere d'arte qui conservate e quelle ancora presenti nella vicinissima cattedrale».
La mostra è dedicata a mons. Tollari, direttore dei musei del Duomo scomparso da poche settimane. (s.l.)
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