Cognento tra fede, monumenti e vite di fedeli e pellegrini
Seconda monumentale opera dedicata alla frazione Oltre 1500 fotografia e 430 pagine di storia religiosa e civile
Un atto di amore per il paese in cui abita da tanti, di erudizione per la mole impressionante di documentazione raccolta e di cronaca destinata a diventare storia già da domani. Sono queste le coordinate dell’ultima fatica (è proprio il caso di dirlo) di Nino Roveda, accanito custode di memorie e cimeli ecclesiastici ma in generale di tutto ciò che riguarda il territorio in cui abita.
Basti dire che anche il secondo volume di “Villa Cognento” mantiene il titolo del primo da cui si differenzia per il colore della copertina e il sottotitolo che si chiama significativamente “Luoghi e vita di fede”.
Il libro pubblicato come il precedente da Artestampa (430 pagine, oltre 1500 immagini, 100 euro il prezzo di copertina) è un’antologia di immagini uniche che sconfinano nella passione archivistica. Per decenni Roveda ha conservato diligentemente sia quello che gli passava tra le mani come componente del consiglio parrocchiale, sia ha cercato e comprato sul mercato antiquario cimeli e pubblicazioni, santini piuttosto che antiche stampe che riguardavano S.Geminiano, il santuario e il suo culto. Ma non è tutto. Giorno dopo giorno ha fotografato, catalogato e archiviato sia gli ex voto che le reliquie conservate al santuario che fatto ricerche sui parroci che si sono succeduti nei secoli, a partire dai libri parrocchiali dei nati e dei morti. Il risultato finale è stato quello di una vera e propria enciclopedia sul santuario che non ha trascurato neppure i progetti iniziali della canonica, passando per le ricostruzioni moderne degli edifici che si sono affiancati nell’ultimo secolo all’edificio sacro.
Così anche per la storia della Casa del Clero, il pensionato che ospita e accudisce i sacerdoti più anziani, sia per il nuovo fabbricato che ospita le attività sociali dei gruppi che ruotano attorno alla parrocchia.
E qui si aprono intere pagine di fotografie con accurate didascalie che documentano le rezdòre che preparano i tortellini freschi per l’autofinanziamento, il lavoro dei gruppi scout, della Casa della Carità. del Centro S.Geminiano, della scuola materna, del centro-fattoria “La Barca” del Ceis e via elencando. E per ognuna di queste realtà viene narrata minuziosamente la storia, i protagonisti e le loro vicende, soprannomi compresi. Un pozzo di informazioni messe bene in fila che possono sembrare il delirio di uno scriba, tanto è il dettaglio con cui vengono illustrati. Le scoperte sono infinite: non mancano le immagini dell’establishment prima democristiano poi della Marghrita, prodiano e infine Pd che ruota attorno alle iniziative di Cognento. Una collaborazione andata sempre oltre gli steccati delle contrapposizioni politiche: basti dire che per l’inaugurazione del Centro S.Geminiano, di cui Roveda non nasconde le polemiche per le enormi cubature che coprono la visuale del santuario, c’è persino un giovane Enrico Letta (siamo nel 2004) arrivato a Modena per l’occasione.
Saverio Cioce
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