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F. FREGNI Federico II, amori e odi a Finale nel 1212 Il folklore letterario finalese si arricchisce con il primo libro del giornalista Franco Fregni, “Finis”, il romanzo medievale sulle origini del...

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F. FREGNI

Federico II,

amori e odi

a Finale nel 1212

Il folklore letterario finalese si arricchisce con il primo libro del giornalista Franco Fregni, “Finis”, il romanzo medievale sulle origini del 'castrum' di Finale (Finis, Edizioni del Girasole, Ravenna, 2014, 372 pagg., 18 euro). Il libro prende il via dall'anno 1212, l'anno precedente alla costruzione della torre dell'orologio finalese, divenuto otto secoli dopo il simbolo del terremoto che ha colpito l'Emilia. Con la nascita della torre l'autore racconta la genesi del Comune affrontando in maniera romanzata il fenomeno della nascita di città libere. Protagonisti del volume la casata Torelli con i due fratelli Guido e Uberto, prete uno, cacciatore guerriero l'altro, e il loro amore verso la giovane ragazza ebrea Hester. L'evoluzione dei personaggi permette all'autore di raccontare il quadro politico e religioso dell'epoca, incrociando personalità quali S. Francesco e Federico II di Svevia, tra battaglie, crociate, amori, la grande crescita economica occidentale, e sullo sfondo lo scontro tra Papato, Impero e Comuni. Particolare riguardo al sovrano che fu chiamato 'stupor mundi', di cui si citano parti del suo trattato sulla falconeria, affiancando alcune illustrazioni del manoscritto miniato Codex Manesse, il canzoniere medievale custodito all'Università di Heidelberg.

Fregni, 50 anni, laureato in Storia, come giornalista ha diretto varie testate, dal Mediterraneo di Palermo, alla Voce della Romagna fino all'ultima esperienza a Modena. L’autore racconta tra l’altro di aver spedito il primo manoscritto allo scrittore Giuseppe Pederiali, che l'aveva esortato a completare l'opera. Dopo poche settimane Pederiali è deceduto a causa di un incidente, e Fregni ricorda: «All'inizio del 2013 avevo spedito una bozza più elaborata a Pederiali. Una mattina ci sentimmo: “Sto finendo di leggerlo, telefonami più tardi” mi disse. Come tutti sappiamo non ha più potuto rispondere. Concludere Finis per me è diventato quasi un obbligo morale». (m. palazzi)

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