Gazzetta di Modena

Esaltazione della personalità

di Michele Fuoco
Esaltazione della personalità

Alla Mies nuovo postmoderno del Collettivo per l’Eternità

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MODENA. Ha destato molta curiosità la macchina, a forma di parcometro, per l'erogazione automatica di opere d’arte a valore variabile, installata davanti alla Galleria Mies, in piazzetta de' Servi, durante i tre giorni del Festival della filosofia dedicata alla “gloria”. L'inserimento di monete consentiva la stampa di un biglietto con, da una parte, l'immagine di un'opera d'arte, firmata e numerata, sul tema del festival e, dall'altra, i dati dell'emissione. Una performance collettiva per tanti momenti di gloria resi possibili dalla macchina, del collettivo AAART, che ha fatto il suo esordio nel settembre 2013 alla VII Biennale di Soncino, nella Rocca Sforzesca, per poi essere dal 26 luglio al 30 agosto a Francavilla per il Premio Michetti. Negli spazi della galleria continua, fino al 27 settembre, la mostra “Salone Gloria” che, realizzata dal Collettivo Temporaneo per l'Eternità della Gloria, composto da Alvise Bittente, Tiziana Cera Rosco, Paolo Marcolongo, Piero Viti e Umberto Zampini, Filippo Zuriato, è una sorta di “postmodern novel” che utilizza il linguaggio della retorica visiva secondo uno schema preordinato all’allestimento proposto dai curatori Marco Nardini e Zampini. Si riflette sulla transitorietà della celebrità contemporanea, diffusa soprattutto dai social network, sull'ossessione dell'autobiografia, sulla continua tensione di porsi al centro della scena, con l'esibizione a tutti i costi della propria immagine. Il che viene declinato nella fotografia (un trittico), di natura ambigua, dal titolo “Glory's Metaphysics” di Viti&Zampini, oscillante tra realtà, fantasia e desiderio; nel “Cacciatore” (terracotta dipinta) di Filippo Zuriato che raffigura un appassionato cacciatore che resta titubante nell'osservare lo strano volatile che ha abbattuto. Dipinta è pure la terracotta del “Brillante compagno” Kim Jong Un, segretario del Partito del Lavoro di Corea e idolatrato come un Dio dal popolo, che coltivando solo progetti di guerra viene colto nel gesto di dar fuoco a un peto. Si passa da “Un colpo di grazia, tra misericordia cremisi e gloria celeste” (collage) di Alvise Bittente, ai “Sogni d'oro” di Paolo Marcolongo che ricorre ad un cuscino su cui la scritta è in spine di rosa, fino all’“Autoritratto - dove sei quando sei qui?”, installazione di Tiziana Cera Rosco, con l'esposizione di un albero con le radici, nella sua forma pura.

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