Bertoli-Ronda: «Rock e folk in un sound “A Muso Duro”»
I due artisti sul palco per il primo concerto di un tour che porteranno in Italia Due repertori “miscelati” insieme e l’omaggio al grande Pierangelo
MODENA. Stasera, alle 21.30, alla Festa dell'Unità di Ponte Alto (Arena del lago) debutta il nuovo progetto live di Alberto Bertoli e Daniele Ronda. Il sassolese e il cantautore piacentino terranno a battesimo lo show “Bertoli-Ronda: a Muso Duro”, un concerto dal sound folk nel quale i due artisti regaleranno una fusione di suoni, di immagini e di parole del tutto inediti. “Bertoli-Ronda: a Muso Duro” è uno spettacolo nato dall'incontro dei due artisti nel back stage del Concertone del 1° Maggio a Roma, dove Bertoli e Ronda hanno deciso di collaborare per rendere omaggio alla storia della “Bottega Bertoli”. Durante la serata, infatti, i due duetteranno oltre che su brani tratti dal loro repertorio personale e sui grandi classici di Pierangelo Bertoli. «Avevo ascoltato la preview di Ronda di Sanremo - spiega Alberto Bertoli - e mi era piaciuta. Poi ha deciso di ascoltare tutta la sua produzione. Quando ci siamo incontrati a Roma ho chiesto a Daniele se volevamo fare qualcosa insieme per unire la parte folk e quella rock. Il mio è un rock più cantautorale e volevo togliermi l'etichetta che chi fa musica d'autore annoia. Per quando mi riguarda sarà un concerto molto movimentato, molto rock, che può fare anche ballare. Ronda scrive cose interessanti. Solo dopo però abbiamo deciso di come strutturare lo spettacolo».
È uno show che porterete in giro per l'Italia?
«Ponte Alto è la prima tappa di un tour che proporremo nei teatri e nei club. È l'inizio di un percorso».
Il tuo ultimo album, “Bertoli”, lo hai voluto personalizzare.
«Io faccio un tipo di musica che si occupa di cose serie e non di frivolezze. L'importante è far capire da dove vengo e dove vorrei andare. Continuerò per tutta la vita a cantare “A muso duro”».
All'inizio il canto per te era solo un hobby?
«Quando avevo vent'anni sicuramente e non ci spingevo tanto perché stavo studiando e volevo prendere una laurea. Era una promessa che avevo fatto mio padre. Dopo gli studi è diventata una professione».
Daniele Ronda non ci ha pensato neppure un attimo quando è arrivata la proposta di Alberto. «Sono sempre stato un grande fan di Pierangelo - spiega il cantautore piacentino - e avere la possibilità di poter lavorare con una persona che ha vissuto con lui, mi ha entusiasmato sin da subito».
Una serata interessante visto che proporrete repertori di tre artisti.
«Sarà uno spettacolo molto ricco e, visto che si tratta della prima tappa, vi sarà anche tanta adrenalina. In queste settimane abbiano provato lo spettacolo e vi saranno anche alcune sorprese».
Quali sono i musicisti che vi accompagneranno?
«La maggior parte sarà costituita dalla band di Bertoli, ma vi sarà anche il mio fisarmonicista».
Lunedì hai chiuso La Rivoluzione tour.
«La Rivoluzione è il titolo del mio ultimo album. Il tour è andato oltre le mie aspettative e mi ha portato in tutta Italia, isole comprese. Essere entrato nella cultura di tanti luoghi mi ha arricchito tanto. L'ultima tappa all'aperto sarà al Mei, al raduno delle etichette indipendenti. Tra poco però ripartirà la tournée invernale con diversi cambiamenti sia nella scaletta che nello spettacolo».
In passato hai già collaborato con un altro sassolese.
«Ho lavorato in diversi album con Nek ed è stato un rapporto molto proficuo. Una collaborazione che mi ha dato tanto. Io credo che la musica sia universale come linguaggio».
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