L’arte rivela i suoi campioni
Al Centro Muratori Graziosi, Salvarani, Semprebon, Jodi
MODENA. Si ha l'illusione di conoscere fino in fondo il valore di numerosi artisti del passato. In verità, essi sorprendono con nuove opere che avveduti collezionisti hanno saputo accaparrarsi e non hanno messo mai in mostre pubbliche. E proprio da questi collezionisti provengono molti dipinti e sculture della rassegna che sarà inaugurata, domani pomeriggio, al Centro Studi Muratori. Godibile la scultura “L'aratura” di Graziosi tradotta in bronzo da una terracotta del 1904. Piacevole anche un ponte, ad acquarello che evidenzia la straordinaria perizia nelle varie tecniche dell'artista di Savignano. Si fanno apprezzare le nature morte, con il cesto di frutta e vaso con pennelli che Elpidio Bertoli costruisce con una disinvolta collocazione spaziale; tazzine da caffè e ortaggi per le composizioni di Bruno Semprebon che fa sua la delicatezza di luci e colori del chiarismo. E trasparente luminosità custodiscono gli oggetti in vetro e uva con melograno di Gino Scapinelli. Più realistici i frutti di Evaristo Cappelli. Ampia la gamma di paesaggi: da Amsterdam e Parigi esplorate da Augusto Zoboli, a Chiaravalle di Casimiro Jodi; dalla montagna lombarda di Lorenzo Gignous a Pievepalago di Augusto Baracchi, dal naturalismo di Magnavacca che lavora a spatola, a Venezia che vive di fascino per mano di Miti Zanetti, Mario Gherardini (chiesa della Salute) e Leo Masinelli, autore anche di Chioggia. Più intimi i luoghi di Nereo Annovi (dalla finestra, toilette) e di Augusto Valli (studio). La figura femminile, prorompe con la sua carnalità nei nudi di Vellani Marchi, si fa più delicata nelle modelle ritratte da Giovanni Forghieri nel suo studio, e di bellezza naturale nella pastorella, che porta le mucche al pascolo, nel quadro di Arcangelo Salvarani, di cui è esposto un ritratto da militare. Più graffianti le creature di Alfredo Vanzetti. Il nudino (bronzo) di Ivo Soli esprime la tutta la grazia dell'adolescenza. Si fanno racconto di vita di Cristo e della Madonna le terrecotte (rilievi su forme di vaso) di padre Romano Volpari, con laboratorio nella parrocchia di S. Pancrazio. Da ammirare anche le carte d'autore (litografie, acqueforti, xilografie...) di Enzo Trevisi, Norberto, Erio Baracchi, Walter Morselli, Inigio Pagliani, Cavallari, Guido De Maria, Fantoni, Pisco, Passoni, Rovai, Manola De Gobbi, Mario Lupo, Cristina Roncati, Volpi, Anna Ziaja.
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