Gazzetta di Modena

Marta dà colore agli affetti

di Michele Fuoco
Marta dà colore agli affetti

Alla Loggia ritratti familiari, angeli e maschere di Cerchiari

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FORMIGINE. Dalle nature morte alle maschere, dai ritratti di famiglia agli angeli custodi, dai papi alle citazioni di capolavori di grandi maestri rapportati alla contemporaneità: è fatta di queste tappe, di mezzo secolo di attività, l'antologica di più di 40 opere, anche di grandi dimensioni, di Marta Cerchiari Marchioni alla Sala della Loggia. Tutto si fa racconto, dell'uomo e delle cose, nella pittura della modenese, sempre di certezza di figurazione e, quindi, di leggibilità. Un racconto che passa attraverso gli affetti familiari, nel rapporto e negli intrecci di figure del presente e del passato, gli angeli che eleggiamo a nostra protezione, e pure le nature morte, con oggetti di memorie persino remote. Composizioni, di perfette soluzioni costruttive, che richiamano gli insegnamenti di Bruno Semprebon, di cui la Cerchiari ha frequentato lo studio, che si aggiungono a quelli ricevuti, presso l'Istituto Venturi di Modena, da maestri di valore, come Arcangelo Salvarani, Pompeo Vecchiati, Marino Quartieri e Lodovico Asirelli. Di intimità parlano le maschere, con rimandi a quelle del noto fotografo Fulvio Roiter, che nel rapporto con Venezia assumono quasi carattere metafisico. In esse si riflettono i desideri di vivere un sogno, ma anche i nostri incubi per le trasformazioni, le metamorfosi che il tempo ci impone. L'artista ama dare una dimensione anche colta al suo lavoro con la rivisitazione di capolavori di Bruegel il Vecchio (Parabola dei ciechi), di Bosch (Cristo Portacroce), Carravaggio (Testa di Medusa, Ragazzo morso da un ramarro, Cena di Emmaus, Deposizione del Cristo), di Botticelli (Compianto sul Cristo morto). Non si tratta di una semplice citazione, come puro esercizio di copia. Pur con qualche digressione rispetto agli originali, Marta ne fa un luogo di indagine per capire meglio le inquietudini, le angosce, i disagi dell'uomo del nostro tempo. Un tempo in cui la “cecità” domina le nostre azioni e la violenza pare essere l'unica pratica quotidiana possibile. E di logica insana sono le tante guerre che si combattono ancora oggi nel mondo. A questo terrificante spettacolo di oppressione e di emarginazione assiste, quasi impotente, con cristiana pietà, Giovanni Paolo II. A Papa Karol Voytjla si uniscono Papa Ratzinger e Papa Francesco, per indicare lo sforzo delle massime autorità della chiesa nell'impegno contro ogni forma di prepotenza.

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