In un libro la storia della Volkswagen e del Maggiolino
Ci voleva un modenese per scrivere un libro che racconta i sessant’anni di storia della Wolkswagen in Italia. Per forza di cose, verrebbe da dire, perchè nella patria dei motori la casa di Wolsburg...
Ci voleva un modenese per scrivere un libro che racconta i sessant’anni di storia della Wolkswagen in Italia. Per forza di cose, verrebbe da dire, perchè nella patria dei motori la casa di Wolsburg ha sempre creduto e investito, fondando a pochi anni dalla fine della guerra la prima sede nazionale tra Parma e Bologna, prima di stabilirsi più di vent’anni fa a Verona. E la prima filiale naturalmente sorse a Modena, secondo la leggenda tramandata dalla prima generazione di appassionati del Maggiolino, la mitica “vettura del popolo” come dice la parola, creata nella Germania d’anteguerra dal fervore dell’ingegner Porsche.
A raccogliere tutto questo materiale fatto di foto, documenti e testimonianze è Marzio Cavazzuti che ha mandato alle stamper i tipi di Artestampa il volume “Volkswagen, dalle origini a oggi” (150 pagine, 22 euro), che verrà presentato ufficialmente questa mattina nel corso di una cerimonia in piazza Grande.
Per l’occasione l’importatore italiano e la divisione finanziaria del gruppo tedesco (Wfs) hanno organizzato una giornata in grande stile. Dodici esemplari d’epoca verranno portate in passerella sotto la millenaria mole del Duomo e della Ghirlandina mentre nei saloni del Comune, alle 11, ne verranno illustrate le pagine e la storia di un libro che è stato realizzato in dimensioni particolari.
L’editore l’ha chiamato “formato cruscotto”, proprio perché può stare nel cruscotto di una Volkswagen senza prendere troppo spazio. A fare gli onori di casa oltre all’autore anche Andrea Roberto Morosati che rappresenta la Vw e l’assessore alle Attività Produttive, Tommaso Rotella. In sala anche il giornalista modenese Mauro tedeschini, per anni direttore di Quattroruote e oggi al vertice del quotidiano “Il Centro” e partecipazione straordinaria di Mauro Forghieri, per vent’anni in Ferrari a fianco del Drake nella progettazione di motori da Formula 1.
Quanto al libro le immagini parlano quanto le parole scritte. Una galleria che parte dagli anni Trenta e finisce con gli ultimi modelli del Maggiolino, ormai diventata oggetto del desiderio e status symbol di lusso e non più “macchina per i lavoratori”, come voleva la propaganda della Germania dell’epoca. E nel dopoguerra l’Italia diventa la seconda patria del Maggiolino.
Saverio Cioce
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