Mendelssohn e Schumann danno il via alla Concertistica
Protagonista l’Orchestra Sinfonica di Monaco diretta da Kevin John Edusei Solista ospite la violinista Arabella Steinbacher nel concerto in mi minore op. 64
MODENA. La Stagione Concertistica del Teatro Comunale aprirà stasera alle 21 con l’Orchestra Sinfonica di Monaco, una delle realtà musicali più interessanti di Monaco di Baviera, guidata dal suo direttore principale Kevin John Edusei. Solista ospite, impegnata nel Concerto in mi minore op.64 di Felix Mendelssohn-Bartholdy sarà la violinista Arabella Steinbacher che si è imposta come una delle più importanti violiniste della scena internazionale.
«Quello di Mendelssohn è uno dei concerti più belli, che io studiai con la mia insegnante Ana Chumachenko quando avevo 9 anni - racconta la violinista - Il brano mi ha accompagnato per lungo tempo quindi, naturalmente, è molto cambiato insieme a me nel corso degli anni. È una bellissima combinazione di temi lirici e drammatici che si associano al tempo stesso con il carattere luminoso e l’andamento di danza dell’ultimo movimento, che ricorda molto il “Sogno di una notte di mezza estate” di Mendelssohn».
«Ho avuto occasione di eseguire questo concerto - prosegue Arabella Steinbacher - insieme a molte orchestre e direttori diversi nel corso degli anni. Ogni volta è diverso, anche se suono sempre lo stesso brano, ed è sempre una nuova sfida. Sono sempre piuttosto aperta nei confronti delle ispirazioni musicali dei miei colleghi, sebbene io abbia le mie idee in merito al brano. Tuttavia, alla fine, quando sono in piedi sul palco di fronte al pubblico, viene sempre fuori qualcosa di completamente nuovo, che si realizza solo e soltanto al momento dell’esecuzione vera e propria. Sono momenti speciali, una ragione di vita per noi musicisti e il motivo per cui mi piace tanto esibirmi in pubblico».
A completare il programma del concerto, incentrato sul grande repertorio romantico, l’Ouverture da concerto “La leggenda della bella Melusina”, sempre di Mendelssohn e la Sinfonia n.2 in do maggiore op.61 di Robert Schumann. “La leggenda di Melusina” prende spunto dalla poesia “Melusine” del poeta austriaco Franz Grillparzer. Narra la leggenda della sirena Melusina che per amore di un cavaliere si reca nel mondo degli uomini, mondo che però abbandonerà quando l’amato scoprirà la sua vera natura.
A chiudere il programma è la Sinfonia n 2 in do maggiore di Schumann, la terza, per ordine cronologico, ad essere stata composta. Frutto doloroso di anni tormentati (1845/46), nei quali Schumann soffriva di depressioni, insonnia e rumori ossessivi nell'orecchio, tanto che il compositore stesso dichiarò più di una volta che la sua Seconda aveva segnato la vittoria artistica di terribili sofferenze interiori (quelle che poi lo avrebbero abbattuto). Realmente nella musica noi sentiamo il combattimento psichico, l'impeto di una forza interiore e l'esultanza della vittoria. In questo lavoro l'aspetto formale cade in secondo piano davanti all'eccezionale stato di grazia creativo del compositore, capace di toccare punte altissime di poesia che, secondo alcuni commentatori, lasciano anche trasparire un radioso senso di pace quasi a voler travalicare le durissime circostanze di vita di quel periodo infelice.
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