Gazzetta di Modena

questa sera dalle 21

Al Forum Monzani Massimo Cacciari nel labirinto filosofico

di Chiara Bazzani
Al Forum Monzani Massimo Cacciari nel labirinto filosofico

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"La questione della cosa", è il titolo della conferenza di Massimo Cacciari, ospite questa sera alle 21 all'Auditorium Monzani, per la rassegna "Forum Eventi – Incontri con l'autore", nella quale illustrerà il suo ultimo libro "Labirinto filosofico" (Ed. Adelphi). Cacciari è professore emerito della Facoltà di Filosofia da lui fondata dell'Università San Raffaele di Milano, e docente presso varie fondazioni e università europee, fra le quali l'Alma Mater di Bologna.

L’opera di Cacciari si presenta come un testo filosofico di forte teoresi nella quale l'autore prende di petto il cuore della filosofia di ogni epoca, ovvero il problema dell’interrogazione e di ciò che la filosofia può dire o sentenziare sull’esistenza degli enti e sull’essere. Il desiderio è che la filosofia sia riconosciuta come "puro sapere", come scienza. Che dunque trovi una sua dimora che si chiami sapere, abbandonando piuttosto le suggestioni e il nome di "amante".

Anche se sempre rimarrà traccia di questa tensione, perchè i sentieri della filosofia rimangono e rimarranno sempre labirinti.

Prof. Cacciari, come si presenta questo volume?

«Si tratta di un'ampia riconsiderazione dei problemi chiave della tradizione filosofica a partire dalla domande fondamentale platonico – aristotelica che domina tutta la storia della filosofia e della scienza europea e occidentale, cioè la ricerca intorno alla costituzione della "cosa", alla costituzione dell'ente e di quel soggetto che noi siamo che sembra destinato a volerlo conoscere. Una riconsiderazione critica, nel senso che io ritengo che tutte le varie decostruzioni, le varie distruzioni del pensiero filosofico metafisico si fondino su un fraintendimento del suo valore e del suo significato. Si tratta dunque di una ricostruzione del discorso filosofico metafisico, in un senso che lo rende a mio avviso, coerente alla stessa scienza moderna ».

Il libro ripercorre le riflessioni di molti filosofi. Tra questi Martin Heidegger, nel '900, sembra aver voluto mettere l'ultima parola sulla metafisica. Qual è la direzione del suo pensiero invece?

«Il mio percorso ha un senso contrario rispetto a Heidegger, perchè lui interpretava la metafisica come giunta ad un compimento, ad una fine, mentre io ritengo che la ricostruzione di Heidegger del Destino della metafisica si fondi su una scarsa comprensione dei suoi significati di fondo. Il libro parte allora da Aristotele e Platone, ricostruisce alcuni punti del loro discorso, anche sulla base, certamente, di molte analisi di Heidegger, e vede la continuità di questi temi anche all'interno di autori come Wittgenstein, che sembrano del tutto estranei alla tradizione metafisica».

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