I “beni comuni” per un teatro che aiuta a superare il sisma
Da domani al 20 dicembre cinquanta iniziative nei luoghi toccati dal terremoto Il direttore del progetto, Claudio Longhi: «Dobbiamo ridare coesione alla società»
CARPI. Un susseguirsi inarrestabile di oltre cinquanta iniziative che inizieranno domani al Teatro Comunale di Carpi e si concluderanno il 20 dicembre, toccando i luoghi che, soltanto due anni fa furono toccati dal sisma. Questo l’obiettivo di “Beni Comuni, un teatro partecipato per una cultura condivisa”, iniziativa, finanziata dal Ministero dei Beni e delle attività culturali, promossa da Comune, in collaborazione con Ert Fondazione e Ater.
I numerosi appuntamenti coinvolgeranno ben undici Comuni del cratere sismico e saranno incentrati, come suggerisce il tema riassuntivo, sui beni comuni quali: casa, lavoro, ‘cosa’ pubblica, storia, arte, tradizioni, ambiente, natura, paesaggio ed energia. Obiettivo della manifestazione, dunque, sarà coinvolgere i territori sia dal punto di vista della partecipazione attiva dei cittadini, che delle realtà artistiche, scolastiche, associative e degli spazi culturali preesistenti, sviluppando un’articolata riflessione sui beni comuni, per far sì che ci si possa interrogare sul passato, sui traumi subiti, grazie ad un racconto corale che, come in una sorta di catarsi, riporta in equilibrio la propria identità.
Nel progetto sono coinvolti: Carpi, come comune capofila, insieme a Mirandola, Cavezzo, Concordia, San Felice, Finale, San Possidonio, Novi, Cento, Campogalliano e Soliera. «In un tempo di crisi economica - ha sottolineato ieri mattina in conferenza stampa Claudio Longhi, direttore del progetto, presente insieme a Roberto Giovanardi e Pietro Valenti, rispettivamente direttore di Ater e di Ert - in un tempo che sembra avere smarrito il senso della coesione e della comunità, il bene comune sembra ormai imporsi come il solo cemento morale capace di ridare coesione alla società». Gli fa eco il vice sindaco e assessore alla cultura Simone Morelli. «La cultura, a maggior ragione se espressa nella forma del teatro - afferma Morelli - rappresenta il fluido vitale delle nostre comunità. Basti pensare che un paio di anni fa il teatro dove ci troviamo oggi era chiuso a causa dei danni portati dal terremoto. Questo rende ancor più evidente come la cultura non possa, ovviamente, prescindere dai luoghi. Ed è proprio a tale proposito che il progetto beni comuni riveste un’importanza fondamentale».
Ad animare concretamente il cantiere socio culturale saranno gli attori: Donatella Allegrom Nicola Bortolotti, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Olimpia Greco, Lino Guanciale, Diana Manea ed Eugenio Papalia, coadiuvati dallo staff di BassaManovalanza. Le attività saranno molteplici a partire da una decina di laboratori teatrali, musicali e di danza per adulti e studenti, quaranta lettura presso scuole e biblioteche.
Si inizia domani alle 21 al Comunale di Carpi con “Mio, tuo… nostro. Il Comune senso della proprietà”, spettacolo ad ingresso gratuito che tra musiche e letture ripercorre Rousseau, Locke, Jefferson analizzando gli spazi del “mio” e del “nostro”. La serata vedrà anche il coinvolgimento dell’Istituto Superiore di studi musicali Vecchi Tonelli di Modena e Carpi, di Nehemiah Brown and the Faith Gospel Choir e della Società filarmonica novese, tre realtà corali e strumentistiche del territorio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
