Gazzetta di Modena

al teatro dei segni

Il Gruppo L’Albatro “rilegge” un classico di Eduardo

Il Gruppo L’Albatro “rilegge” un classico di Eduardo

MODENA. L'ambiguità tra il sogno e la realtà, il contrasto tra il vero e il falso, tra il silenzio e il rumore, queste sono le tematiche dello spettacolo “Nelle cose di tutti i giorni” che andrà in...

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA.

L'ambiguità tra il sogno e la realtà, il contrasto tra il vero e il falso, tra il silenzio e il rumore, queste sono le tematiche dello spettacolo “Nelle cose di tutti i giorni” che andrà in scena nell'ambito di Màt Settimana della Salute Mentale, questa sera alle 21.30 al Teatro dei Segni (ingresso gratuito), presentato dal Gruppo “L'Albatro”, laboratorio permanente coordinato dalla Compagnia Teatro dei Venti che lavora sullo stigma legato alla salute mentale e ai suoi pregiudizi, all'interno del Progetto Regionale “Teatro e Salute Mentale” in collaborazione con DSM - Dipartimento di Salute Mentale di Modena. Liberamente ispirato ai temi dell'opera di Eduardo de Filippo “Le voci di dentro”, lo spettacolo vede insieme utenti dei centri di salute mentale e persone che negli anni si sono avvicinate a questo gruppo che dalla sua origine mette in relazione “normale” e “diverso”. In scena Giulio Ferrari, Maria Chiara Papazzoni, Sara Camellini, Gioconda Pieracci, Silvano Battistoni, Anna Spinelli, Sabino Genovese, Gilberto Gibellini, Francesca Tè, Francesca Nardulli, Giuliano Cuoghi, Lidia Facchini, Cristina Marsanich; Musiche dal vivo di Pietro Orlandi; Cura del progetto e Regia di Francesca Figini e Beatrice Pizzardo; Consulenza alla Regia Stefano Tè. “Nelle cose di tutti i giorni” prende spunto dall'opera di Eduardo nella quale il protagonista fa un sogno che sarà l'evento scatenante della vicenda e farà emergere la meschinità e l'ipocrisia dei personaggi coinvolti. Il filo conduttore della storia è l'incomunicabilità tra i vari personaggi ed è simboleggiata dal silenzio di Zi' Nicola che ha smesso di parlare perché il mondo non lo ascolta più. A partire da questo spunto e da questi temi, il gruppo di lavoro “L'albatro” ha creato uno spettacolo che pone all'attore la sfida dell'essere assolutamente nudo di fronte al testo ed allo spettatore. Gli eventi si susseguono in un clima che oscilla tra l'onirico e il terreno e tra il reale e l'irreale. Ad impreziosire il lavoro la musica dal vivo eseguita da Pietro Orlandi che accompagna le azioni e le parole degli attori. «La partecipazione a Màt è il coronamento di un percorso iniziato nel 2009 insieme al Social Point - dicono Francesca Figini e Beatrice Pizzardo, attrici del Teatro dei Venti e responsabili del gruppo de L'Albatro - con una serie di laboratori e la successiva formazione di un gruppo stabile, un gruppo nato per sfatare gli stigmi legati alla salute mentale. Utenti dei servizi e cittadini comuni insieme sul palcoscenico. Il lavoro su questo spettacolo ha inizialmente intimorito il gruppo. Con tenacia e passione però, siamo riusciti a vincere timori e resistenze».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google