Dosso Dossi: opere in mostra al castello del Buonconsiglio
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TRENTO. Una mostra, aperta fino al novembre al Castello del Buonconsiglio di Trento, imperdibile per chi voglia comprendere il ruolo importantissimo che il pittore modenese cinquecentesco Dosso Dossi ebbe nelle corti di Alfonso d'Este a Ferrara, di Pesaro presso la duchessa Eleonora d'Urbino e Trento a servizio del principe-vescovo Bernardo Cles.
La rassegna “Rinascimenti eccentrici. Dosso Dossi al Castello del Buonconsiglio di Trento” è organizzata nella residenza di quest'ultimo nobile, poiché il mirandolese Dosso Dossi (Tramuschio 1486? - Ferrara 1542) insieme al fratello Battista (1517 - 1548) dipinse numerosi affreschi nella residenza.
Dosso e Battista Dossi dipinsero infatti a Trento - luogo natio del padre dei due, che poi si trasferì a Mirandola - soprattutto nel 1531-1532. La mostra è organizzata nelle medesime sale dipinte dal duo nel “Magno Palazzo” dove decorarono i principali spazi, come la “Stua de la Famea”, la “Camera del camin” e la cappella della residenza.
Il curatore Vincenzo Farinella ha ordinato lungo il percorso numerose opere di Dosso e Battista, anche se l'appuntamento non raggiunge i vertici di quella monografica organizzata nel 1999 a Ferrara, New York e Los Angeles. Ma in questa occasione è possibile farsi probabilmente una conoscenza più precisa dell'intera carriera di Dosso, il più dotato dei due. Soprattutto, a Trento il visitatore appassionato avrà modo di comprendere, analizzando la trentina di opere presenti, le differenze tra la pittura di Dosso eccentrica e allegorica spesso all'ennesima potenza e quella del fratello Battista, più classica e “controllata”. Due pittori che Ludovico Ariosto cita tra l'altro anche nel suo “L’Orlando Furioso”: “tra i pittori di quai la fama sempre starà fin che si legga e scriva al pari di Leonardo, Mantegna, Bellini, Michelangelo, Raffaello, Sebastiano del Piombo e Tiziano”.
Molte opere prestate per l'occasione provengono dall'Estense di Modena: sono quelle che costituiscono la sala principale della rassegna con i rombi allegorici che Dosso realizzò per l'appartamento ducale di Ferrara di Alfonso d'Este. Altre opere provengono da Firenze, Ferrara, Venezia, Milano, Roma.
Alla mostra si accompagna anche un bel libro-catalogo edito da Silvana editoriale per la collana “La città degli Uffizi” che sarà imprescindibile per gli studi futuri dei due artisti, essendo un volume che tocca ogni aspetto della loro vicenda artistica.
Stefano Luppi
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