Gazzetta di Modena

«Noi, cantattori in scena per fare omaggio ai Cetra»

di Nicola Calicchio
«Noi, cantattori in scena per fare omaggio ai Cetra»

I Favete Linguis presentano uno spettacolo dedicato al famoso quartetto Canzoni, parodie, sketch in un’atmosfera da grandi varietà della Rai di un tempo

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MODENA. Il teatro Michelangelo inaugura, alle 21.15 di stasera (con replica domani e giovedì), la nuova stagione con uno spettacolo da non perdere: “Cetra…una volta dedicato al quartetto Cetra”, con i Favete Linguis, al secolo Toni Fornari (anche regista), Emanuela Fresi e Stefano Fresi. “Cetra…una volta” vuole essere un omaggio al celebre quartetto che ha fatto la storia della televisione e del teatro italiano.

Per questa occasione si sono riuniti eccezionalmente i Favete Linguis, i quali, fin dall’inizio della loro carriera, si sono ispirati al Quartetto Cetra, ricalcandone il peculiare stile comico-parodistico. Tre interpreti unici che costituiscono un concentrato esplosivo di bravura, simpatia, bel canto; perfetti per trascinare il pubblico nell'epoca splendente dei grandi varietà televisivi. In questo spettacolo infatti i Favete Linguis interpretano tutte le canzoni di maggior successo dei Cetra e si esibiscono altresì in esilaranti parodie musicali, sempre ricalcando lo stile raffinato ed elegante del famoso quartetto, il quartetto per antonomasia.

«La nostra carriera è iniziata proponendo i pezzi del Quartetto Cetra una ventina di anni fa - spiega il regista-attore Toni Fornari - Quando è morta Lucia Mannucci, l'ultima componente del famoso quartetto, abbiamo deciso di continuare a fare un omaggio ai Cetra. Ne è venuto fuori questo spettacolo che ricalca un po' tutta la loro storia attraverso le loro canzoni, la loro parodia ma, aggiungendo anche cose nuove, alla loro maniera».

Il loro stile comico-parodistico oggi è ancora apprezzato?

«Penso di si, a patto di scrivere testi come quelli del Quartetto Cetra. Ce ne accorgiamo dove portiamo il nostro spettacolo che vede la presenza anche di molti giovani. Noi scriviamo parodie ambientate al giorno d'oggi e vediamo che sono molto apprezzate. Le cose atte bene funzionano sempre».

Nello spettacolo si mescolano divertimento scenico e virtuosismo vocale.

«Esattamente, si canta molto però ci sono anche diversi sketch e si ride spesso. Chi conosce quelle canzoni sicuramente le apprezzerà mentre i più giovani potranno scoprire un patrimonio musicale che ha fatto grande il Quartetto Cetra».

Come è cambiato in questi anni il varietà?

«Oggi non si può parlare del varietà di tanti anni fa perché è morto. Più precisamente sono morti gli autori che scrivevano in una certa maniera. Adesso tutti i comici si scrivono gli spettacoli da soli. Alcuni sono bravi e ci riescono ma altri falliscono. Prima esistevano grandi scrittori come Vaime, Verde e altri che scrivevano per i grandi attori. Il cambio generazionale degli autori non c'è stato e vi è più un mondo di comici che di varietà».

Vi sentite più attori o cantanti?

«Non abbiamo fatto una distinzione tra le due cose. Diciamo che ci definiamo più cantattori».

In scena con voi ci sarà qualcuno?

«Si, una musicista-cantante che ci chiama Cristiana Polegri che suona il sax. È una musicista molto brava che ci aiuta sul palco anche per rendere più vivo lo spettacolo».

La prima volta a Modena?

«Con questo spettacolo è il nostro debutto anche se io avevo già portato sotto la Ghirlandina lo spettacolo “Gastone”».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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