Gazzetta di Modena

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Il modenese Manelli alla Next Gallery con la mostra “Utopia”

di Michele Fuoco
Il modenese Manelli alla Next Gallery con la mostra “Utopia”

ROTTERDAM. A Rotterdam Jacopo Manelli è approdato due anni fa. Si è ben inserito nell'ambiente artistico della città che punta molto sui giovani. E ora la Next Gallery lo ha chiamato a presentare il...

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ROTTERDAM. A Rotterdam Jacopo Manelli è approdato due anni fa. Si è ben inserito nell'ambiente artistico della città che punta molto sui giovani. E ora la Next Gallery lo ha chiamato a presentare il suo lavoro nella mostra “Utopia” alla quale partecipano altri tre artisti della nuova generazione. La figura umana resta il motivo centrale dell'indagine del modenese, come già avevano indicato la mostra al Salotto Muratori di Vignola nel 2008, e quella dei “Ritratti improbabili” con il padre Enrico (già docente di scenografia all'Accademia di Bologna e direttore dell'Accademia di Ravenna) e il fotografo Luigi Ottani alla Galleria Mies di Modena nel 2009. Lo spazio del racconto è incentrato sull'uomo non definibile in una sola immagine. Infatti, la figura dilata la presenza in un doppio viso, quasi a voler cercare un'altra dimensione di sé. È un modo per conferire ai personaggi una pienezza di esistenza proiettata in una fisionomia plurima che non assume mai carattere grottesco o ludico, ma si fa immagine di riflessione sulla propria condizione. Ritratti di sapiente definizione compositiva e di sontuosa grandiosità che si pongono in strettissima relazione con i termini disparati e convulsi della vita. Quei volti turbati sembrano nascere da una concentrazione dolorosa su esperienze ricevute, su ricordanze di eventi eccezionali. L'opera di Manelli si inserisce nella nuova figurazione che assume il carattere di pittura “antica” di straordinaria modernità. Ogni singolo elemento parla con la stessa forza, consentendoci di afferrare l'anima dell'insieme del quadro. Un operare attento che ci riporta al lungo tirocinio dello sguardo e di esercizio con i capolavori dei maestri, la cui eredità culturale è soprattutto avvertibile nel sapiente segno di Jacopo che si è formato all'Accademia di Bologna e ha partecipato come pittore di scena, dal 2002 al 2005, per gli spettacoli teatrali di Primo Palcoscenico del Teatro Bonci di Cesena. Soddisfatto il giovane di svolgere la sua attività a Rotterdam, dove le sue opere sono molto apprezzate e godono dell'interesse delle «gallerie, sostenute da associazioni, che non hanno - dice Jacopo - una sede fissa, ma amano trovare spazi diversi in edifici vuoti, per portare nuova vita culturale anche in zone periferiche della città, valorizzando la ricerca soprattutto dei giovani che trovano ospitalità in mostre che durano tre mesi».

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