La rivoluzione astronomica per tutti
Continua il ciclo di incontri sull’universo a cura di Francesco Vadi
MODENA. Proseguono, alle 21 di stasera, gli incontri (ad ingresso gratuito) del ciclo “Astronomia per tutti” presso la sala ex-Oratorio del Palazzo dei Musei con la conferenza dal titolo: “Tradizione ermetica e rivoluzione astronomica”, a cura del dott. Francesco Vadi, agronomo e scrittore. Da sempre l'uomo ha osservato la volta celeste e si è interrogato a più riprese sulla natura degli astri, sul loro moto, la loro essenza. Pur non possedendo le strumentazioni tecnicamente avanzate gli antichi popoli Caldei, Egizi, Greci, Romani, osservavano accuratamente che la Terra fosse immobile con il Sole e gli altri pianeti che ruotavano attorno ad essa. È questa la visione geocentrica dell'Universo che dominò incontrastata per quasi due millenni nella cultura ufficiale e nella visione comune dell'autorità intellettuale antica e medioevale. Il cosmo era sostanzialmente concepito come un insieme di sfere concentriche dove la sfera centrale, detta sublunare, era occupata dalla terra e al di fuori di questa vi erano altre otto sfere concentriche corrispondenti ai sette pianeti classici più l'ultima, la più esterna, era quella delle stelle fisse. C'era una precisa concezione filosofica dell'uomo e del sapere che portava con sé un'immutabile visione del Cosmo. Così quando alla fine del '400 si scoprirono le dottrine ermetiche e vi fu il progressivo affermarsi del neoplatonismo, l'uomo si concepiva parte integrante della Natura ed al tempo stesso se ne distingueva per affermare prepotentemente il proprio libero arbitrio. Si scoprivano nuovi mondi e si teorizzava un nuovo universo. (n.c.)
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