Gazzetta di Modena

Barbara “B.Fujiko” Pedrazzi ballerina pendolare di Zelig

di Jessica Zuccarini
Barbara “B.Fujiko” Pedrazzi ballerina pendolare di Zelig

Tutte le settimane Modena-Milano per partecipare al programma cult di Canale 5 «Esperienza bellissima, amo molto di più insegnare gli stili waacking e voguing»

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Modena arriva sul palco di Zelig. A conquistare il pubblico non sono però le risate, ma la danza. Barbara

Pedrazzi, in arte La B. Fujiko, è una ballerina modenese, specializzata nel waacking e voguing. Due stili ben noti oltreoceano e che solo di recente hanno creato un certo interesse anche in Europa. La B. è stata vista sul palco dell’Arena di Verona con Cher, in occasione del concerto di Gianni Morandi a ottobre dell’anno scorso. In più, la sua presenza è stata notata sul palco di Sanremo. Adesso fa parte del corpo di ballo di Zelig.

Come hai fatto ad arrivare sul Palco di Zelig?

«Ho fatto un’audizione privata, sono stata chiamata direttamente da Mirella Russo, la coreografa del programma televisivo. Lei ha voluto creare un corpo di ballo diverso dal solito, inserendo diversi ballerini con diversi stili. Breaking, classico, moderno, hiphop, waacking e voguing sono tra quelli nei quali ci esibiamo, dove la coreografa ci lascia “carta bianca” nell’esprimere a pieno il nostro modo di ballare».

Da ballerina, come ti trovi a lavorare nell’ambiente televisivo?

«Mi trovo molto bene, molti ballerini li conoscevo già e posso dire che siamo come una grande famiglia».

È stressante?

«Un po’ sì: due settimane di prove prima delle puntate, spendere tanto tempo dietro le quinte con le costumiste, le truccatrice eccetera ... In più, cerco di far incastrare il tutto nei miei impegni lavorativi da

insegnante e ballerina. Non è per niente facile ma è davvero una bellissima esperienza».

Come hai iniziato il tuo percorso da ballerina?

«Mi sono avvicinata al mondo del ballo da bambina con la danza ritmica, poi ho frequentato lezioni di classico e moderno. A quindici anni mi sono avvicinata al mondo della street dance. Nel 2008 ho vinto una borsa di studio per andare a ballare a New York, ed è proprio lì dove mi sono specializzata in waacking e voguing. Due stili che ora insegno attraverso dei workshop in giro per l’Italia e a Bologna dove ora abito».

Cosa sono il waacking e il voguing?

«Sono due stili della street dance con movenze estremamente femminili. Il voguing nasce a New York negli anni settanta e si ispira al mondo del fashion, in particolare alle sfilate delle drag queen. Prende il nome dal noto magazine americano di moda: Vogue. Il waacking nasce negli stessi anni, ma a Los Angeles, nei night club e nelle discoteche gay. Si ispira al cinema e alle movenze delle cantanti e attrici dell’epoca: è uno stile che richiede una grande espressività».

Quali sono i tuoi progetti futuri?

«Il mio obiettivo rimane quello di rendere noti e diffondere questi stili in Italia, attraverso l’insegnamento e l’organizzazione di eventi a tema. Prossimamente ci sarà il Red Ribbon Ball, una gara di voguing che si terrà. Il 1° dicembre a Bologna, in occasione della Giornata Mondiale contro l'Aids».

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