«So che il diavolo esiste ma troppe persone preferiscono tacere»
Il sacerdote modenese Gabriele Amorth riassume le sue tesi che lo hanno fatto diventare l’esorcista ufficiale in Vaticano
Padre Gabriele Amorth è un sacerdote modenese famoso in tutto l’orbe cattolico per i libri scritti sul diavolo. Ha una lunga esperienza come esorcista ufficiale della diocesi di Roma e ha affrontato il tema del Maligno in altri cinque volumi di cui il più famoso è “L'ultimo esorcista. La mia battaglia contro Satana” del 2012.
Il suo ultimo lavoro torna sul tema e l’autore, a dispetto dei suoi 89 anni, non cambia di una virgola la sostanza del suo teorema teologico e dottrinario non cambia. “Il diavolo. Un’inchiesta contemporanea” (Edizioni Piemme, 2014, 109 pagine, 12 euro) è una raccolta di riflessioni su una lotta contro il demone per eccellenza per come lo ha conosciuto e combattuto da esorcista.
«Parlare del diavolo non è mai semplice, confessa l'autore, eppure interessa a tutti».
Per comprendere il libro basta scorrerne l’indice che proviamo a risassumere: «Il diavolo è puro spirito e vive nell'inferno; può agire in modo ordinario e straordinario e contro di lui operano gli esorcisti. Che cos'è la possessione demoniaca, cosa succede prima e dopo la possessione e le pratiche e le modalità dell'esorcismo. Fede, preghiera e digiuno sono le armi per combattere il diavolo e le false credenze sul diavolo». Amorth si lamenta del disinteresse dei teologi sul fenomeno delle possessioni diaboliche, sostenendo che fanno il gioco del diavolo che ama mimetizzarsi per non farsi conoscere. Che dire? Pare quasi che l'autore non abbia letto tutti i testi del Concilio. Il suo è il cristianesimo tradizionalista presentato da Radio Maria della quale l'autore è un assiduo frequentatore. Ovvero l'inferno è quello di Dante mentre la lotta tra gli angeli buoni e quelli cattivi è inesauribile; l'esistenza eterna del fuoco, i diavoli che scorrazzano per il mondo seguono una loro precisa gerarchia come un esercito. E la lotta al diavolo si fa a colpi di digiuno, preghiere e acque benedette, statue crocefissi, benedizioni e reliquie.
Le parti più interessanti possono essere il racconto degli esorcismi come quello fatto ad un bambino di tre mesi o quello compiuto per telefono. Per i casi più gravi viene consigliato lo psichiatra.
Una lunga milizia ecclesiale oltre che civile quella di padre Amorth, nato a Modena in una famiglia religiosa da sempre legata all'Azione Cattolica. Nel 1943 lo troviamo partigiano cattolico nella Brigata Italia e poi vice comandante di piazza a Modena. Alla fine della guerra ottenne la medaglia al valor militare. Laureato in giurisprudenza, entrò a far parte della Società San Paolo e fu ordinato presbitero nel 1954. Ha pubblicato molti articoli sulla rivista e poi ha assunto la direzione del mensile “Madre di Dio”.
Inoltre è membro della Pontificia Accademia Mariana Internazionale. Nelle tante interviste ha dichiarato tra l’altro di aver praticato nella sua vita oltre 50 mila interventi di esorcismo ma di aver combattuto realmente Satana solo in un centinaio di casi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
